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giovedì 3 aprile 2014

La cugina perbene


La vide, bella elegante e padrona della scena. Capì subito che le avrebbe rubato la vita che aveva immaginato per sé. Li aveva invitati a casa sua per una partita a baccarat, di quelle che si giocano sotto le feste natalizie davanti ai camini scoppiettanti e in grandi saloni decorati, gli stessi che lei proprio odia: dietro tutta quella scena e quel buonismo e quel perbenismo da quattro soldi, si cela sempre una massiccia dose di egoismo prevaricazione - veleno in genere.
Li accolse con un sorriso a ottantaquattro denti e li invitò a togliersi i cappotti nell'altra stanza. Si attardò con Ciccio. Ma dove si sono conosciuti già questi due, pensò. Poi ricordò che c’era stata una frequentazione nel mese di agosto con una cugina di lei, una certa Marita un po’ bagascia che la dava a tutti, quella fu l’estate in cui la diede a Ciccio e forse pure a qualcun altro, se non ricordava male.


Si, proprio così, fu in quell’ estate che si faceva Marita e cominciava a frequentare la cugina perbene, a sua volta fidanzata con uno che cervello ne aveva poco ma era un bravo figliolo e cosa ancora più importante era figlio di papà.


Lei era persa, innamoratissima di Ciccio da diversi anni, ma non glielo disse mai, assisteva alle sue storielle in silenzio credendo che quando sarebbe stato pronto lo avrebbe capito da sé che anche lui era innamorato di lei. Frequentavano la stessa comitiva di amici e uscivano tutti insieme: per lui lei era la seria del gruppo, l’equilibrio, che a differenza delle altre che erano state le fidanzate di tutti, lei si era astenuta, per quel problema di correttezza e onestà e la fissazione che aveva di non voler mischiare cavoli con verze.
Non avvenne mai che Ciccio si accorse di lei come accade nelle pellicole dei film romantici.
Un giorno di maggio, dopo quel Natale in cui lei naufragò nel JD e giocò talmente a botta di culo da far sbancare il banco un paio di volte, (almeno questo), mentre tornava dalla sua facoltà dove aveva seguito lezioni di chimica, sul numero 139 fuori dal finestrino, un lampo catturò la sua attenzione: li vide mani nelle mani che si sorridevano e ammiccavano. In quel preciso momento capì che la sua vita aveva cambiato direzione, ora si trovava su altri binari.
Lacrime di rabbia e di tristezza le scesero dagli occhi che le bruciavano di sconfitta: perché non riusciva ad essere come le altre? perché non ce la faceva a fare le moine? perché non riusciva a non mostrare la sua bella testa pensante? lo sapeva che Ciccio era attratto da quel tipo di donne: superfighe, oche, e che ridessero ad ogni sua cazzata, eh si, perché di cazzate Ciccio ne sparava davvero tante. 
Non li vide più per parecchio tempo, troppo presi dalla loro storia d’amore per curarsi dei vecchi amici, fintanto che non portarono ai componenti del gruppo le partecipazioni di nozze.
Prese il biglietto, lo aprì, lo lesse e se lo mise in borsa. Passò la serata insieme a tutti come dentro a una bolla. Rientrata a casa, in cucina, nel buio, pensò a cosa avrebbe fatto a quei due: si alzò dalla sedia, andò a prendere le forbici da cucito di sua madre e iniziò a tagliuzzare le partecipazioni di nozze, le sminuzzò così tanto da ridurle in minuscoli coriandoli. Infine si recò in bagno alzò la tazza del water vi buttò dentro i pezzettini triturati e tirò lo scarico. 
Lei lo aveva intuito che la cugina perbene di Marita le avrebbe rubato la vita. 

Lucia Immordino




Il sacramento del Matrimonio: uniti nell'amore


La festa teologica del matrimonio cristiano gira intorno all'unione di Cristo sposo e la Chiesa sua sposa (cf. Lettera agli Efesini). La Chiesa intesa come assemblea umana, ancella e madre dell'umanità. La "magna carta" del progetto di Dio sul matrimonio si trova nella Genesi, quando dona un essere simile all'uomo, crea la donna e li pone l'uno accanto all'altro. 
La prima volta che incontriamo la figura del matrimonio religioso come istituzione ci troviamo alle Nozze di Cana, nel Nuovo Testamento. Oggi i canoni del matrimonio sono stabiliti nel Codice di Diritto Canonico, all'interno del libro quarto, rimarcando gli insegnamenti del documento "Gaudium et spes", durante l'ultimo Concilio. Per potere ricevere matrimonio è necessario avere ricevuto il Battesimo, anche da una sola delle due parti, vista la possibilità di celebrare matrimoni misti.
Secondo il diritto divino del Cristianesimo, il matrimonio è un sacramento di comunione e come tale è unico ed indissolubile. L'amore coniugale è un patto irrevocabile, impone la fedeltà della donazione reciproca che si completa con la promessa alla fecondità. Spesso sentiamo parlare di annullamento di matrimonio, questa definizione ci può confondere. Il matrimonio cristiano non si può annullare ma dichiarare nullo, cioè mai celebrato per il verificarsi di cause che lo hanno impedito.

Il diritto canonico stabilisce le condizioni per cui "un matrimonio non s'addà fare" o meglio motivi per cui si stabilisce che è nullo. Gli impedimenti o motivi di nullità secondo la legislazione ecclesiastica vengono definiti "dirimenti" cioè invalidi.
Questi sono: - I limiti di età che non deve essere inferiore ai 18 anni, in casi particolari si scende ai 16 e a 14 per la donna. - L'impotenza di uno dei due coniugi, antecedente e perpetua, assoluta cioè organica o relativa legata alla sfera psichica.
- Presenza di un vincolo matrimoniale precedente. - È vietato il matrimonio a coloro che ricoprono un ordine sacro che presuppone il celibato; a coloro che sono vincolati da voto di castità espresso in modo ufficiale. - Rapimento della sposa, perchè viene violata la libertà della persona.
Non è valido il matrimonio per chi ha commesso coniugicidio, perchè prevede uccisione di una persona per sposarne il coniuge. - Per affinità e consanguineità cioè vincoli di parentela e parentela legale nel caso di adozione.
Inoltre il Codice di Diritto Canonico fa riferimento all'impedimento di pubblica onestà che sorge dal matrimonio invalido in cui vi sia stata vita comune o da concubinato pubblico e notorio. Fondamentale è il consenso matrimoniale senza il quale questo può essere dichiarato nullo. I vizi di consenso sono: - la mancanza dell'uso della ragione. - lo sposarsi con riserva circa l'obbligo di procreazione e di fedeltà. 
- Sposare per errore persona diversa da quella che si intendeva sposare o anche per qualità nascoste, per esempio persone che tacciono di essere gay o malate: in questo caso si ha "la nullità per dolo" che intacca la libera scelta del coniuge. - Sposarsi simulando volontariamente il consenso, cioè la non corrispondenza tra il sì interiore e il sì pronunciato con la bocca.
- Sposarsi a causa di violenza o di timore o sotto minaccia.
Il teologo Foley ha precisato che il matrimonio non si esaurisce nel solo giorno di festa e nel banchetto ma continua nella vita di ogni giorno, nel ricordo di un amore che è diventato divino, fedele, forte, eterno.
A questo punto, dopo avere letto con attenzione potremmo chiederci: "Perchè continuo a stare con te? Coraggio amore!

Antonella Tarantino