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lunedì 13 ottobre 2014

Una sera d’estate

Sera.
Lo sa solo perché è tramontato il sole e la luce è quella delle nove estive, nove e mezzo massimo.
E’ stata al computer quasi tutto il giorno per lavoro, pure un panino ha mangiato velocemente davanti al pc.
Si sgranchisce le gambe e arriva al balcone: l’aria si è rinfrescata e stare qualche minuto fuori a curiosare dentro le verande degli altri, le piace.
Quasi tutti cenano all'aperto: alcuni hanno finito, altri stanno apparecchiando.
Ci sono nonni e bambini, e televisori che trasmettono qualsiasi cosa.
Osserva il Corso sotto di sé: vuoto. C’è una mamma che gioca col suo piccolo, un bimbo di due anni forse, se lo spupazza e lo riempie di baci finché quelli, infastidito, non le fa resistenza con la manina: aspetta che il marito chiuda il negozio per andare via tutti insieme.
Basta.

Rientra, attraversa la stanza e va nel terrazzo che dà sulla piazza dove ci sono bar e pizzerie e ristoranti: un gruppo sta accordando alcuni strumenti.
Stasera non si dorme, ho capito! pensa.
Ritorna al computer, ancora due cose e ha finito.
Non riesce più a concentrarsi però, qualcosa le si è insinuato dentro: un’immagine, forse una frase.
Si ferma: ha già sbagliato due volte.
Cosa? Cos’è che non mi dà pace? Cosa mi prende?
Non vuole rivangare ciò che già sa. Non vuole ricordare i motivi delle sue scelte. Oramai è così, punto e basta.
La maternità mancata è l’unico rimpianto che ha e che porterà con sé nella tomba, per il resto è una donna serena e relativamente soddisfatta.
Un compagno, anche quello è un rimpianto? Boh! Il fatto è che non c’ha più l’età per l’amore: queste sono cose da ragazzi. E poi stare con qualcuno solo per avere una compagnia negli anni a venire, non si può sentire!
Ha trovato il nodo, si è fatta le domande e si è data le risposte.
Ritorna al pc e completa il lavoro.
Non ha più voglia di rimanere a casa, ma non le va neanche di uscire.
Sposta tutto in terrazzo: televisore, poltrona, patatine, birra e i cd de “Il diario di Bridget Jones” e “Che pasticcio Bridget Jones”.
Appena il gruppo, che ha accordato gli strumenti, inizia a suonare, lei accende il televisore e mette il film a tutto volume.

Lucia Immordino