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giovedì 31 luglio 2014

Morire ascoltando Claudio Baglioni


La mamma di Filomeno è stanca di vederlo così abbattuto dopo che la moglie lo ha lasciato ed ha portato via molti mobili, compreso il suo amato frigorifero, e pensare che, di quanto era affezionato, gli aveva persino dato un nome! E’ da settimane che Filomeno girovaga senza meta, con lo sguardo perso nel vuoto, mangia solo nei migliori ristoranti, le sue dimensioni stanno raggiungendo quelle della balena che ingoiò il buon vecchio Geppetto. E’ ora di portarlo da un buon dietologo! Filomeno però è ancora più triste, il cibo era il suo pensiero fisso, ricorda ancora le sere accanto al suo frigo e al suo cane, adesso a dieta anche lui, oltre che in terapia per curare la depressione post-dieta.

mercoledì 30 luglio 2014

Cieli stellati sulla città (e pure un po' di vino)


Tre mesi fa Pompeo Sirchia, Ministro per il bene comune, ha annunciato la riduzione dell’illuminazione pubblica. Finalmente si potranno vedere le stelle, ha dichiarato alla stampa.
Anna cammina in fretta, rasente al muro. La sera, di ritorno a casa dal lavoro, si guarda attorno. Imbocca Vicolo Torto. Piove. Accelera il passo sino a Piazza San Giacomo. Ogni tanto inciampa. Giura che non metterà più i tacchi. La mano, nella tasca del cappotto, stringe un martelletto, di quelli per piantare chiodini e appenderci i quadri. 

Morire ascoltando i Jalisse


Stefano e Asia fanno coppia fissa da anni. E continuano imperterriti le loro discussioni, piatte. Ogni volta è sempre la stessa storia.
Lui attacca:
"Non c'è modo di chiederti scusa quando sbaglio, solo valanghe di parole dove è facile perdersi".
Lei ribatte acida:
"Tu però sei fatto così e non c'è modo di farti cambiare. Per farti contento, dovrei rassegnarmi a dirti di si". A questo punto decide di diventare preda per farsi corteggiare:
"Vuoi il mio cuore? Te lo darò ma a lui tu non interessi. Prova a convincerlo se sei bravo".

martedì 29 luglio 2014

Morire solo perché una ha ascoltato Alessandro Canino

Esci, t’ho detto: i tuoi amici sono tutti sulla spiaggia stasera a guardare la luna più grande del solito e tu qui a tenere il broncio!
Ma lo sai che quando la luna è così è magica e fa avverare i desideri?
Non voleva andare Emi, non gliene fregava niente della luna, non aveva voglia di vedere il ragazzo, Andrea, di cui era cotta che faceva il cascamorto con Andrea, Andreina per gli amici: la star e la ragazza più maligna della terza C!
La sua classe festeggiava finalmente la fine della scuola e la promozione che, per un motivo o per un altro, prima non era stato possibile celebrare: nessun bocciato, nessun debito.
Bravi ragazzi.
No, non ho voglia di andare sulla spiaggia, sono brutta: sono secca peggio di un'acciughina, al posto del seno c'ho due fragoline, ho i brufoli, ho questi dannati ricci che non sopporto, l’apparecchio ai denti, gli occhiali. 
Se tu e papà vi foste impegnati un po’ di più forse sarei venuta meglio.

Morire ascoltando Frank Sinatra


L’ambientino non era quello giusto.
Anche se My Way andava più dolce che zucchero di canna e la gente si stringeva al centro della pista, a suonare era un quartetto di maturi e stempiati signori; pance abbondanti, rughe vistose, occhiali da lettura per sogguardare note e spartito.
La musica pareva sfuggire a corde intenerite, ma fino alla pietà, mentre ad Anna sembrava di essere ancora in attesa del suo “bonazzo”.

lunedì 28 luglio 2014

Morire ascoltando Annalisa Minetti

Doveva essere una congiura contro di lui. Già c’era quella stolita tritacabbasisi di sua moglie, che da quando lui apriva gli occhi con la mattinata fino a quando si andavano a coricare, se le inventava a raffica le torture, che forse durante la notte, invece di dormire, ne rumuliava di nuove per l’indomani. Non bastava! Ora c’era pure lo stereo a tutto volume della nuova vicina, una quarantenne sulla via della zitellaggine fissata con una cantante che doveva conoscere solo lei, con una voce assiringata che gli aveva fatto venire i vermi mentre si stava appennicando sulla sdraio nel terrazzino. 

Morire ascoltando Gigi D'Alessio


Lina esce soddisfatta dal centro commerciale cinese dopo una ricerca forsennata delle offerte più convenienti di prodotti erotici, vuole  fare una sorpresa al marito, è il loro primo anniversario. Fino, suo marito ha pensato di farsi trovare proprio lì, davanti l’ingresso. 

domenica 27 luglio 2014

AAS Vintage: Io sono Anna

Il vagone è freddo, poca gente in viaggio. Ultimi tremori d’inverno. Scorrono davanti a me paesi sconosciuti nella steppa infinita. Alberi rinsecchiti segnano di nero un cielo cobalto. Ho un cattivo presagio, un senso di nausea, un lieve malore. Non ne capisco il motivo. Sto andando a Mosca. E’ un viaggio necessario: devo convincere mio fratello a rinunciare alla sua storia clandestina: la sua famiglia è in pericolo. Malgrado il nobile intento, qualcosa, però, mi trattiene: in effetti non volevo partire. Due notti fa ho sognato un treno che correva veloce verso il nulla. 

venerdì 25 luglio 2014

Morire ascoltando Pupo

Si sentiva sovraccarico il signor Panza, pletorico. Mentre qualcuno fuori ascoltava allegra musica da spiaggia, avevano assegnato al suo reparto il doppio del lavoro. Non c'era Natale, né Pasqua, né ferragosto in cui non dovesse dimostrare dedizione nel trasformare la materia in energia. Provava fastidio nel sentir ripetere che solo il dottor Épatos possedesse un autentico laboratorio chimico a disposizione, quando lui, da vero alchimista, poteva produrre acidi e succhi capaci di attaccare persino un metallo. La giornata calda rallentava tuttavia le reazioni. Il processo richiedeva una maggior quantità di liquidi, anche se l'instancabile capo Cardía sapeva bene come distribuire le risorse tra i reparti.
Ci fu però un intoppo.

Morire ascoltando Emma Marrone

E' stato bello provarci, ero sopra le nuvole, in silenzio, avevo sotto di me un soffice pavimento e sopra uno splendido tetto nero con punti bianchi che illuminavano tutto. Mi ero illusa di poter diventare una stella, il mio sogno era quello, forse perché son sempre stata sola, volevo un po' di calore, di comprensione, volevo essere importante per qualcuno. So cosa vi state chiedendo, ma le stelle non fanno nulla, non sei importante. Vi sbagliate, le stelle ispirano canzoni, poesie, amori. Proprio quello che mi mancava, il calore di un abbraccio, la sua sicurezza... 

giovedì 24 luglio 2014

Morire ascoltando Alessandra Amoroso

Cammina per le case di Via Città di Palermo, osserva i giardini e i portoni, si avvicina a una finestra sorridendo, guarda dentro. I mobili, i tappeti, i vasi in cerca di ricordi che non le appartengono. I girasoli dei suoi leggins sono deformati dalle curve pronunciate. Le cuffie alle orecchie e gli occhi lucidi. La felpa le stringe la pancia e i polsi, si guarda attorno. Osserva le case le macchine gli alberi. Forse sta cercando qualcuno. Le labbra sottili si muovono e con un filo di voce le esce una parola stridula della canzone che sta ascoltando. Il cielo si fa scuro, le nuvole di carbone si sovrappongono. 

Luglio

Ahi, ahi ahi, ia. Mi avevano avvertito. Sappi che lei partirà per chissà dove e resterai da solo per quasi tutta l'estate. Come un'anima in pena. Beh, dalle nostre parti lo diciamo diversamente, e il celebre modo di dire può anche prendere in prestito i cani. Comunque sia il senso è quello. Ehi! Adesso non esageriamo però. Lei era stata carina con me e mi aveva rassicurato durante una passeggiata in riva al mare: “Amore dai non fare così, non farti venire il magone. Luglio ci porterà fortuna!”. Risultato: non l'ho più vista e al bingo ho pure perso un montepremi di non so quanti euro puntandone solo due. Morale: la fortuna è cieca ma la jella ci vede benissimo. Non la vedo da tre giorni, non la sento da due. Soffro le pene d'amore più grandi, che un innamorato deve sopportare. Per amore si è pronti a tutto, così almeno dicono. Eh già, anche a fare le cose più insolite e stupefacenti.

mercoledì 23 luglio 2014

Salute della tigre




Respira di bocca, chino il felino.

Mi piace pensare che ci siano delle grandi categorie dove si può dividere il tutto.
I baobab e le mangrovie.
Ci corriamo dietro di continuo, chi ha lo zaino in spalla e chi riesce a stare dall’altra parte del vetro ad aspettare. In quel momento, quello prima del decollo, ogni singolo riflesso diviene importante. Nell’attesa del vedere nell’altro un arcobaleno - piccole mani in questo caso si chiudono e aspettano che il padre sempre tenere all’apparenza nel tempo volubili, viaggiano veloci i gabbiani che sbranano i piccioni a bordo strada di Liverpool.

martedì 22 luglio 2014

Morire ascoltando Gigi D'Alessio



Luigi  mangiava sul divano mentre guardava la Tv, per lui non c'era cosa più sublime di un buon panino con la milza compreso di tutti i condimenti e sin dal primo morso era come se in lui si liberassero chissà quali quantità di endorfine; mangiava panini con la milza quasi ogni giorno e se è vero che noi siamo quel che mangiamo, la sua pelle emanava  l’odore riconoscibile di quella pietanza. 

lunedì 21 luglio 2014

Morire ascoltando i Pooh

Vaffanculo tutti, chissenefrega.
Solo e libero, meglio. Starò meglio e vivrò più a lungo.
In sottofondo si sente una canzone, una triste melodia. E io che avevo pensato di vivere bene e a lungo e invece mi ritrovo ciondolante.

domenica 20 luglio 2014

Lattina con...tossina



Avrei voluto dare un senso diverso alla mia esistenza, sognavo neon spaziali, mani abili e dita sinuose su volti fossili, sorrisi rivestiti da camici verde dollaro, immaginavo già il mio fluido potere invisibile e letale amministrato saggiamente per ridare vigore e smalto a volti decadenti e atterriti dall’avanzare dell’età.  Invece vivo e prolifico all’interno di una lattina nuda, cruda e algida, circondato da cetriolini irriverenti che non hanno un briciolo d’intelligenza e che si sbattono a destra e a manca come se fossero di gomma e se le danno di santa ragione. Li ha scelti lei la coatta, nella dieta che va di moda, adesso puoi mangiarne quanti ne vuoi. 

venerdì 18 luglio 2014

Uno sprazzo d’umanità

Sta seduto sulla stessa panchina.
E’ impassibile.
E' quella sommersa dai piccioni.
E’ alto, ha tempie brizzolate, naso aquilino, tratti aristocratici: è un uomo notevole, un tempo certamente bello.
Nella mano sinistra tiene una bottiglia di JD vuota, nell’ altra un mozzicone di sigaretta che da anni tira fuori, dalla vecchia, logora tasca del suo pastrano vagamente rattoppato, e porta alle labbra con gesto meccanico.
Il freddo gelido gli sbatte in faccia senza pietà, come usano fare certi venti con antichi casolari abbandonati che urtano le ante rumorose delle finestre nude e solitarie, dopo aver cercato invano chissà chi o chissà cosa dentro stanze silenziosamente vuote.
Sembra sprofondato in pensieri lontani, invece è vigile, coglie ogni impercettibile movimento: è una pantera affamata.

giovedì 17 luglio 2014

Morire ascoltando Laura Pausini


Giorno. Ore 11 del mattino, Bastiano, maresciallo dei Carabinieri si sveglia dopo una dura notte di guardia. «Minchia sonno, Maria, r'unnè 'u caffè» chiede a sua moglie Mariaelena. «Bastiano, 'nca susuti ca tu veni a pigghiare a tavola, che fai colazione e ti rilassi un attimino, poi ti fai la doccia e vai, che ti aspettano a lavoro...». Bastiano di alzarsi non ne vuole proprio sapere, quindi si stinnicchia un attimino le ossa a letto, perde altri cinque minuti e poi si fionda nella doccia, ma prima di entrare preme il tasto play dello stereo. «Minchia, chista bella è...non c'è non c'è, nannannana...non c'è non c'è, nananana...ahhhh, ci cafuddassi du corpi...la tua bocca de fracola...». Famoso per essere un tipo maldestro, Bastiano maresciallo dei Carabinieri, torna indietro lasciando la porta della doccia semiaperta. «Maria, talè, dammi le mutande, amunì, che mi faccio la doccia prima che finisce la canzone! Lo sai che non riesco senza che canto una canzone che me piace! Amunì!» e la moglie Mariaelena si fionda a trovarci un paio di mutande pulite a questo buonuomo. 

mercoledì 16 luglio 2014

Morire ascoltando Casadei - con la voglia di fare l'amor.



Le sue mani ovunque. Ti voglio ancora ancora, qua adesso. Ma siamo per strada. Folle! Adesso! Ma siamo al mare. Non resisto, ora. Ma siamo all'ufficio postale per pagare il telefono. Ora. - Fammi fermare il tempo, mi diceva, mentre mi tirava a sè.
Ci siamo conosciuti per caso ma io l'ho preso subito. Lui era pieno di me. Stava da solo e anche io. Forse ero stata attratta dal bianco dei suoi capelli, che mi rassicuravano. C'era una festa al mare e musica a volontà. E "La mazurka di periferia", e stavo già tra le sue braccia. Mi baciò e mi portò a ballare. Da quella sera non smise di volermi. Mi veniva incontro e diventavo calamita. - Fammi fermare il tempo, mi diceva, mentre mi tirava a sè. Aveva comprato il cd col brano che ascoltavamo in macchina. Era carburante per lui, alimentava le sue voglie durante il tragitto e arrivava a destinazione carico. A volte lo facevamo prima di arrivare, conoscevo tutte le stazioni di servizio e i cessi degli autogrill. Il velluto dei sedili auto riportava le nostre sagome.

lunedì 14 luglio 2014

Morire ascoltando Gianluca Grignani

Paola aveva sedici anni quando guidando il suo motorino starnutì e si andò a schiantare contro un muro. Pensavano che l'impatto fosse stato fatale e pertanto c'era già il carro funebre pronto, invece respirava ancora. 

Morire ascoltando Cesare Cremonini



Le urla della madre di Tita si sentono fino alle coste occidentali africane; questa bambina pidocchiosa e insolente non vuole proprio saperne di studiare, nemmeno con la minaccia di elettroshock.

domenica 13 luglio 2014

Apertura Vintage: Breve storia dell'apertura a strappo


Sia premiato con dodicimila franchi colui che ha inventato le pietanze nei contenitori!
Con queste parole l’imperatore Napoleone Bonaparte ricompensava l’ ideatore del cibo in scatola: eh si, perché i primi ad inscatolare gli alimenti furono proprio i francesi!
Per giungere alla scatoletta o lattina che oggi tutti conosciamo, dobbiamo attendere il 1963 e un americano di Dayton, in Ohio, certo Ermal Cleon Fraze, meglio conosciuto come Ernie, che durante un picnic con la sua famiglia e alcuni amici ebbe una geniale intuizione.
Martha, mi passi l’apriscatole?
Non lo trovo: non dovevi prenderlo tu?
No, io non l’ho preso: è ovvio che portando le lattine di birra una pigli anche l’apriscatole, cavolo!
Ma che cavolo e cavolo, la birra la bevi tu e perciò avresti dovuto pensarci tu!
Un po’ incarognito per la risposta pronta della moglie e per la figuraccia con i suoi amici, si ammutolì e si immusonì come i bambini quando non l’hanno vinta.

venerdì 11 luglio 2014

La Madonna e i lenzuoli


Veniva il tempo che a fine estate doveva esserci la festa della Madonna matrona. E quanto la aspettavano i paesani, non vedevano l'ora, vestiti nuovi e soldi da parte per giocattoli e dolciumi. Il paese cambiava aspetto, spuntavano luminarie in strade e stradelle, nello spiazzale sul mare un trionfo di fontane che rischiarava la notte e tutti i pesci venivano a riva – pure le triglie e i calamari, pure i cristiani della città vicina che di pomeriggio arrivano con le sedioline e se ne andavano di notte dopo i giochi di fuoco. A lei questa cosa delle luci piaceva tanto, non gradiva la volgarità delle bancarelle e dei tavolini della roulette dove i padri giocavano soldi e si facevano truffare al gioco delle tre carte. 


giovedì 10 luglio 2014

Morire ascoltando Baglioni, ma non sono sicuro

Mi sono stravaccato sul divano del salotto per aiutare la digestione faticosa del dopopranzo di pasqua, stavo ascoltando la radio in sottofondo e viene fuori a tradimento una canzone lagna, una di quelle canzoni tipo baglioni, una canzone d’agonia, l’ho ascoltata involontariamente dalla radio e mi sono appisolato, così sono morto nel sonno.

mercoledì 9 luglio 2014

Morire ascoltando Gigi D'Alessio e la Tatangelo

La piccola Doretta, adolescente sognatrice, sta sistemando la sua cameretta e, dopo le proteste della madre riguardo l’aria viziata di quella topaia di stanza, apre l’ampia finestra sulla parete, si affaccia aprendo le braccia stile Rose del Titanic mentre assapora l’aria marinara che ben si accoppia con la sua maglietta azzurra e si lascia coprire dai raggi del sole sul suo viso ricco di acne giovanile: “E’ proprio vero, il sole bacia i più belli”. 

martedì 8 luglio 2014

Morire ascoltando i Modà

La sveglia mi urla contro, ricordandomi che un nuovo giorno è iniziato, nella certezza che sarà ancora peggiore dei suoi predecessori. Mi alzo controvoglia ma rimanere a letto non aiuta: troppi ricordi. Proprio quei ricordi dai quali sto cercando di scappare. Decido di fare una doccia lampo ed uscire per andare a prendere il giornale, per svagarmi un poco. Non appena metto le cuffie, mi accorgo che la canzone in riproduzione è dei Modà. E' la nostra canzone.

lunedì 7 luglio 2014

Saluti british (dalla vicina francese)



La mia vita è troppo veloce e troppo intensa, mi devo fermare almeno per 5 minuti.

Guarda che caso e che coincidenza per cui quando io parto ci deve essere qualche avvenimento mondiale di qualche tipo. Prima le olimpiadi e ora i mondiali di calcio. Io credendo alle favole ed a Harry Potter mi sono fiondata in un college ma al posto di Gufi e Civette ho trovato peli pubici, libici in ramadan, ladri di latte. 

domenica 6 luglio 2014

AAS Vintage: Soda caustica

Volevo, sin dalle fasce, fare la cocotte: cipria, profumi, guepiere. Ed invece usai le giarrettiere come addobbi natalizi, i tacchi rotti divennero fermaporte e le guepieres vennero donate all'istituto ortopedico in sostituzione dei gessi. Il mio gesto divenne coro mediatico per celebrare la generosità di un donatore anonimo. Che alla fine avrebbe fatto il mestiere più antico del mondo:l'amministratore del bene pubblico, l'anima parlante in falsetto della democrazia,la voce baritonale dell'oligarchia: il Ministro.

giovedì 3 luglio 2014

Come in un salvadanaio, e allora m'è venuta un'idea


M’è venuta un’idea. Così, d’un tratto. Mentre ero al PC. 
Ogni cosa ha un’origine. Scaturisce da altro. E cos’è che mi spinge a interrogarmi sulla condivisione mica lo so bene. O forse lo so. ‘Sta pochezza di sentimenti. La singletudine, spauracchio o velleità. Boh, che dire? E mi ripeto: cos’è oggi condivisione? È Facebook. O quanto meno è anche Facebook, che ci dà uno spazio da condividere e dove condividere. È così, no? E allora l’ho scritto. Il mio numero di cellulare. Solo quello. Nel mio profilo. 
Una provocazione, né più né meno. E, del resto, se chiedi di fare qualcosa, o spieghi le ragioni perché vuoi proprio quella cosa, piuttosto, non la ottieni. Se mantieni il riserbo…

martedì 1 luglio 2014

IN TV


Nelle narici odore di polvere bagnata da sparute gocce di estive nuvole strizzate a fatica.
Umida cappa di scirocco immaturo, non è ancora tempesta, il sole incappucciato di polvere.
In cucina affetta una smunta carota. Pensa alla dieta: 30 gocce d'olio, 30 grammi di pane. Tra un mese perderò un altro chilo!
Come sempre è la voce della tv l'unica compagnia a quell'ora. Pensa a lui che starà mangiando il suo panino preparato in casa. Son tempi grami. Lei carota e formaggio a casa. Lui panino imbottito preparato alle 5 del mattino in cucina.