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lunedì 30 novembre 2015

Finalmente dorme - studio per "La moglie di Pirandello"

Sta dormendo finalmente. Si quietò. Come al solito sognerà cani che si insinuano tra le gambe, che la leccano, si contorcerà. Mi lascerà in pace.
Va a letto presto ultimamente, non regge una giornata intera, lei ha i demoni dentro, vive di ossessioni.

giovedì 26 novembre 2015

Le sarde allo spiedo di Mercurio

Ma che bello ritornare nella casa di campagna dei miei, ah, la pace, ah, il silenzio!
Manco il tempo di mettere un piede dentro che mia madre attacca: “Tu che ne sai, consumati siamo, consumati. Tuo padre perse il ciriveddo. A lavorare dice che non ci vuole andare più, l’altro ieri chiamò la signora Treppiede che ci si era rotto di nuovo il tubo dello scarico e aveva il bagno tutto allagato di cosa fitusa, e lui ci disse nonsi, signora, non vengo.

mercoledì 25 novembre 2015

La signorina Concetta - Il gattopardo raccontato dalle cameriere

Quello che so non l'ho raccontato a nessuno, Padre Reverendo...ma in confessione è tutta un'altra cosa, in confessione non manco di parola a chi feci la promessa di non parlare. Fu la notte dopo che la signorina Concetta comandò di buttare il cane rognoso. Noi cameriere fummo contente assai!

martedì 24 novembre 2015

Diana Rigg (Teresa "Tracy" Bond)

Avutru chi Bondgirl! 007? zerozero cavuci in culo!
Parte la colonna sonora inconfondibile, poi lo sparo. “Seh, belle cose! Capite, lui è un tipo a cui piace apparire, cioè tutta questa farsa dell’occhio che lo cerca, la musica e tutto il resto. Che poi tutta questa bellezza non ce l’ha mai avuta. Fascino magari magari, che lo poteva vendere a cartellate”.
E proprio a causa di quel fascino, Teresa Di Vincenzo, meglio conosciuta come Tracy Bond si fece “abbordare” dal sempre elegante 007. Dopo il suo primo matrimonio con Giulio Di Vincenzo, terminato a cachì, la dolce Tracy – così si faceva chiamare – conobbe questo tipo quale George Lazenby. Un bel partito, ben vestito ed automunito. All’inizio tutte rose e fiori: caviale e Dom Perignon del ‘57 a letto, docce calde all’interno di vetrate appannate, insomma picciuli spesi in fissarìe di ogni tipo, pur di far piacere alla bellissima Teresa. “Tracy, mi chiamo Tracy!”. Ops, Tracy, volevo dire. 

Dopo le prime notti di “zichiti e zachete”, il sorprendente Lazenby rimase scosso dall’affermazione di Tracy, che disse: “Tu lo sai che nel mio sangue c’è il 7,23% di sangue Italiano, vero? E lo sai che sono del sud? Bene, detto ciò, quando una signorina fa zichete e zachete con un signorino, beh, quello se la deve sposare, a’sinnò su cazzi!”. Lazenby, voleva ribattere, ma la “signorina” Di Vincenzo si mise a piangere ed a strillare, così tanto che George L. fu costretto a sposarla. 
Tutto molto organizzato, “cose di lusso!”.
C’erano i parenti, il cantante neomelodico napoletano in voga, la torta a tre piani, i genitori vestiti in lucido con le scarpe in sintetico e tutte le damigelle – chewing gum in bocca – vestite in arancio e fiocchi viola. Pure il padre di lei aveva accolto bene il giovane Lazenby: bacio sulla guancia, mugugno e due buffetti sull’altra guancia con la mano destra. Qualcuno disse che Lazenby si spaventò e tentò di dileguarsi, ma il fratello di lei, Totò – detto totinospecial – lo convinse a rimanere. Certo, era n’anticchia ammaccato, ma rimase…volentieri.
Si parte per la luna di miele e Lazenby, pensò al modo migliore per liberarsi di Tracy. “Potrei ucciderla, potrei scappare, potrei dirle la verità, che non mi piace abbastanza, che volevo semplicemente far prendere aria alla pistola, che volevo solo scoprire il gusto Italiano. Potrebbe capire, potrebbe venirmi incontro…”. Subito la voce di lei lo interruppe: “George, ti devo dire una cosa: io ti ho capito, tu sei un biricchino e ti vedo strano negli ultimi tempi, così mi chiedevo cos’ha Giorgi mio, cos’avrà mai? Ma io, oggi, ho capito cos’è che ti assilla. Tu vuoi un bambino, vuoi fare famiglia ed io allora ho deciso di venirti incontro, perché ti comprendo, perché so che non stai con me solo per far prendere aria alla pistola o per scoprire il gusto Italiano…”. 
Lazenby pensò: “Ok, devo ucciderla…”.
Così, mise in atto tutta una messa in scena, prese l’auto e dopo essersi messo d’accordo con un assassino da omicidi a domicilio (ventiquattro ore su ventiquattro, 50% di sconto per le prime 20 telefonate), iniziò ad addobbare la sua Aston Martin con i fiori del matrimonio, in compagnia della moglie. Subito, una mitragliata colpì l’auto dall’alto. George Lazenby, miracolosamente illeso, lei, morta stecchita. George iniziò a fischiettare, facendo più volte il gesto delle corna verso il cadavere, completando l’operazione con il gesto dell’ombrello. Sistemò il cadavere in auto e partì.
Una volante della polizia lo fermò ed alla domanda: “Va tutto bene?” Lazenby, rispose: "Sta riposando, proseguiamo subito... Non c'è nessuna fretta, vede? Abbiamo tutto il tempo...". Mentre le bacia la fede e le dita della mano...
“Ora, io vi ho raccontato la mia storia, io, Tracy Di Vincenzo e se ve l’ho raccontata, significa che sono più viva di una fiamma accesa. Però. M’aviti a fari ‘na cortesia, u viriti appena incocciate du pupu ca si fa chiamare 007, c’iaviti a sputare n’ta facci. Disonorato, vi pari picchi cancia sempre faccia, prima Sean Connery, poi Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan ed ora quella specie di cosa di Daniel Craig, certo, lui cambia faccia perché non si vuole fare trovare da me. Che poi sto vastaso, cambia due femmine a film, ma dico io, ancora non l’ha preso qualche malo virus, l’Aids, la sifilide, la gonorrea, manco un Herpes dico io. Boh. 
Comunque ultima cortesia che vi prego di accontentare, lo vedete appena ddù disonesto s’appresenta, ecco, se vi dovesse succedere d’incontrarlo e lui con quell’espressione da facci i cani vi dovesse dire: “IO SONO BOND”, ecco al suo ribattere (“Sono James Bond”), voi lo dovete interrompere dicendogli: “Nooooooo, tu si un grannissimu canazzu ri bancata con mezzo chilo di zecche di sopra!”.


Gualtiero Sanfilippo

lunedì 23 novembre 2015

La sogliola surgelata

Signora, che hai intalliato la bellezza di venti minuti alla cassa, mentre io tenevo la sogliola surgelata che si stava squagliando e un altro poco chiedevo alla cassiera una furnacella per farmela alla mugnaia, io mo' non ti voglio dire niente, perché tu tieni tutto il diritto di tornare indietro, arravacare la busta sopra alla cassa, sventolare lo scontrino davanti alla cassiera e dire che non ti trovi col conto perché hai pagato di più. E pure la cassiera tiene il diritto di stare sfasteriatissima perché si è dovuta fare il conto daccapo e la calcolatrice non funzionava e allora: "Signorina, ma lei ha la calcolatrice sul telefono? Me lo fa questo conto?". 
E allora sì, te lo faccio pure sto conto, ma verimm e fa ambress che qua 'o cielo è nir nir e mo viene il patapato dell'acqua e la sogliola pure tiene fretta. Però signora, che non ti fai capace della cosa perché volevi proprio la pizza surgelata, ma quella costava cinque euro e in offerta la pagavi solo un euro e cinquanta e invece quella te l'ha fatta pagare il prezzo sano sano, io in fondo capisco pure te che mo' giustamente la pizza non la vuoi più e ti stai tirando la questione, mentre la mia sogliola si sta squagliando: perché uno che decide e s' magnà a mmerd' vo' pure sparagnà coccos' e sold'.

Annalisa Scassandra

venerdì 20 novembre 2015

Il gattopardo raccontato dalle cameriere: le forchette di Casa Salina

Da sotto, nelle cucine, si capisce quando il principe ci ha i suoi momenti di nervoso, si sentono tremare le travi di legno del soffitto e il filo di salsiccia asciutta appeso nella dispensa si muove da solo, pare il porco che si è rianimato.

giovedì 19 novembre 2015

Il Gambero

Il gambero è un animale non molto lungo, con tante zampette, a volte si chiude in se stesso, con la testa tocca la coda e diventa rotondo. Ha un guscio croccante di colore rosso intenso, ma più spesso rosa pallido tendente al grigio o all’arancione. Praticamente è come un verme corazzato con le antenne.

mercoledì 18 novembre 2015

Tom

E poi c’era l’America, e bisognava tornare perché la mamma adesso doveva tingersi i capelli e non c’era tempo da perdere, c’erano i pomodori avidi d’acqua che non finivi di dissetarli che già fingevano d’appassire.
Mi raccomando Piero, quando sono giù, voglio pomodori veri, rossi non gonfiati dalla vita di serra.

martedì 17 novembre 2015

L'arte spiegata ai non vedenti: Effetti personali

Questo è un quadro che se lo poteste vedere direste "ma che caspita è?", "Ma era fumato il pittore?" - effettivamente un cerino nella tela c'è disegnato.

Il quadro mostra la tipica conseguenza di una sbirciata extraconiugale alla scollatura di una donzella profumiera.

lunedì 16 novembre 2015

Raccogliere


Ero ferma davanti una scala mobile dell’aeroporto di Bergamo, stavo per tornare a Palermo. Avevo in mano il mio trolley rosso, avevo scelto questo colore perché mi portasse viaggi fortunati, sono superstiziosa, lo faccio per allontanare i nemici.

venerdì 13 novembre 2015

Malena

Ogni donna bella è un oltraggio alla voglia e ai desideri, Malena lo scoprirà. Le taglieranno capelli colorati d’ipocrisia, le strapperanno le vesti e il coraggio perché la guerra è in noi ma l’amore no.
Cammina Malena, quadro senza cornice, che bianco ti tramuti nel grigio dell’esistenza, da carne in pietra, terra negli occhi, perché la bellezza è un male da curare e questo male lo tireremo fuori a calci e a pugni, se necessario. Un ragazzo può divenire uomo attraverso lo sguardo di una donna, un paese rimane uguale a se stesso per mutare solo nella memoria. Malena cammina e risuonano i suoi passi duri, ciechi, scanditi da vecchi famelici che sbavano e da megere che maledicono. Ti vogliono nuda e implorante. Cammina Malena sul filo mutevole della memoria, perché la vera bellezza è il ricordo, il turbamento, quello che ci rese insonni e disegnò negli occhi di un ragazzino futuro di celluloide. Malena luce e lutto, bianco e nero, tutto il resto abbacina gli occhi, ottunde la mente e non ci salva.
La pelle, quella, si rinnova affinché l’orrore resti celato. 

giovedì 12 novembre 2015

Don Ciccio Tumeo - Il Gattopardo spiegato dalle cameriere

Mi misi in pensiero la stessa sera che il Principe mi chiese, uno dopo l'altro, il bicarbonato, l'acqua con l'alloro e poi la camomilla; che in tanti anni di servizio non era mai accaduto.

mercoledì 11 novembre 2015

Il Noir secondo AAS

Il noir è un giallo, quando va via la luce.
Tanto gli autori non la pagano, la luce; esterni sempre notturni e interni bui. Tutti hanno qualcosa da nascondere e con la penombra ci riescono benissimo.

martedì 10 novembre 2015

Disdire

Lo so che è lei, dal primo squillo lo so che è lei, squilla da un altro mondo senza saliva quando chiama mia madre,  mi tiro su dal divano e penso che so che è lei e che è assurdo che mi prenda il panico, però è così e non so che dirle, non so più che dirle da quando mio padre se ne è andato in quel modo un pomeriggio di gennaio di una sfarinata di secoli fa,

lunedì 9 novembre 2015

Il depuratore (da Madonna di mare e Ciccio dei giornali)

In paese o in campagna molti si alzavano di notte e riempivano i pilastri; al mattino trovavi una casa dove prima c'era una spianata, così, senza concessione edilizia, che a volte ci volevano soldi o compiacenza.

venerdì 6 novembre 2015

I generi letterari secondo AAS: Il medical thriller

Tutti medici emeriti, gli autori di medical thriller, con alle spalle anni e anni di ottima attività clinica, per lo più medici legali, o clinici medici. Tutti titoli apocalittici: Dopo lunga e penosa malattia, Coma, Post Mortem, La fabbrica dei corpi.

mercoledì 4 novembre 2015

L'Ombrellone


Quello che chiamavano così abitava nel quartiere dei villeggianti, in una palazzina a due piani e con quattro appartamenti.
Era un ragazzino che non dava fastidio a nessuno, passava così inosservato che i ragazzi del quartiere, che giocavano al pallone davanti alla caletta grande, spesso si dimenticavano di lui e lo lasciavano fuori squadra. Come se non ci fosse.

martedì 3 novembre 2015

La testa del baronetto - Il Gattopardo raccontato dalle cameriere

Io non posseggo nulla ma ho assistito alla trasformazione delle cose, ai cafoni che vicino al mio principe hanno compreso che la ricchezza può essere altro.

lunedì 2 novembre 2015

AAS VINTAGE: Attorno allo zio moribondo

Di tutte le questioni alla fine non sarebbe rimasto che uno sguardo di sdegno e uno sputo non lanciato.

La famiglia era riunita attorno al letto dello zio senza figli, in ospedale l’aveva detto il dottore, quanto dura dura.  La zia era lì – che se ne deve fare lei delle proprietà, neanche nipoti dal lato di suo fratello ha; è giusto che la proprietà resti da questa parte della famiglia, ci sono i nipoti maschi che portano il cognome. Tutti attorno al letto, gesù giuseppe e maria, a guardare lo zio e la sua pelle sottile che copriva gli zigomi sporgenti, maria giuseppe e gesù, che malo colore: meglio sta, è sereno. 

AAS VINTAGE: Il cognato di Jenny

Cena noiosa: I tuoi tutto bene? l’altro giorno siamo stati alla laurea di Dario. non ne sai nulla? ma con Enrica come va? trovai strana la tua assenza in effetti.
Mentre pensa chepalle! lo squillo del cellulare interviene e la libera: Scusami. Pronto? Eli, sono io, Francesca. Ma che numero è? Non importa, vieni subito, Jenny non c’è più. Oh mio Dio, Jenny no! Sì Eli, i medici hanno consigliato ai suoi quello che di solito suggeriscono ai parenti, e cioè di portarla a casa prima. Arrivo subito. hai detto che è a casa sua? ma quale: quella nuova o quella dei genitori? Quella sua sua, quella nuova. Arrivo.
Ritorna dagli altri: Scusate, devo proprio andare.