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venerdì 25 marzo 2016

ScriviBertè - Ninna nanna


Quando è l'ora del caffè
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me oh oh oh...
Ninna nanna - Loredana Bertè

Niente bagagli, le scarpe fuori, dentro pareti a difenderci, niente quadri né attenzioni, due cuscini, niente coperte. Le pieghe del tuo collo. Noi riflessi allo specchio, sul muro le nostre sagome. Le tue mani sul mio culo.
Un filo di luce dalle persiane, riesco a fatica a guardarti in faccia, mi accorgo che il tuo labbro si muove, e scendo tra le curvature delle tue ginocchia, trema il polpaccio. In fondo alla stanza c'è un tavolo dove si può fare colazione, ma niente sedie; mi appoggio un attimo. Sul vassoio niente miele, marmellata e burro. Non hai dato il mio nome alla stella che abbiamo visto cadere insieme. Niente passeggiate stasera, non ne abbiamo il tempo e non riusciamo a fermarci. Travolgo il tuo odore, scendo mentre il tuo sapore aumenta, la mia lingua non si vede scompare nel buio. Un desiderio accolto dal cullare delle tue braccia ritrova la tua lingua, nel silenzio il tuo respiro da dietro mi prende alle spalle. Niente colazione ora. I tuoi occhi ancora chiusi dormono insieme ai miei. Le mie cosce in mezzo, al centro del letto, invadono il tuo spazio e ti trastullano. La notte avvolge la città prima di una nuova alba. 
Stretta da te mi faccio male, al buio una parte della mia spalla si è incastrata tra il comodino e il letto. Ti sposti mentre un cane abbaia e sento la sua corsa giù sull'asfalto dalla finestra aperta. Mi scappi dalla gola e non dici una parola, ti bacio piano, cerco il tuo fiato mentre rovescio la mia testa. Mi avvicino di più per svegliarti, il tuo respiro sale, ecco che nascondo il mio viso. Via la tua camicia: una mano, poi l'altra. Sulla tua schiena le mie dita scivolano e i nostri corpi viziati di voglia ne hanno, prendi fra le mani la mia testa mentre accarezzi i miei capelli e respiro col naso, sento la mia lingua salata. Sorridi e distendi le braccia, sfiori lentamente i miei seni, strofini i tuoi polpastrelli intorno ai miei capezzoli.  
- Facciamo colazione insieme, mi guardi e mi dici che sono bella senza trucco. Schizzi fuori dal letto e guardi dalla finestra le luci spegnersi che fanno largo a un nuovo giorno, gocce di pioggia sul vetro. Il tuo odore forte, leggermente dolce come il tuo caffè, brucia la punta della mia lingua, il tempo di fissare la tazzina bollente e lo berrò tutto fino alla fine finché le mie papille si sazieranno sul tuo corpo nudo. Scendi a prendere l'ultimo pezzetto di burro, una tazza di latte, bianco come il velo da sposa che mi sono messa in testa (così, per gioco).
Continuo a scivolare, il barattolo di marmellata aperto, niente cucchiaino, lecco le tue dita; il mio odore ora è differente. Ci agitiamo che due scimmie non saprebbero fare meglio. Ho fame adesso, un pezzo di pane in un boccone e fissi un punto del mio corpo: il mio ombelico. Ci giri intorno, lo centri e intanto rido fino in fondo, soffro il solletico. I tuoi occhi sono di nuovo chiusi, conosci a memoria le parole della cantilena che ho scritto per te; la stanza è da rifare. A bassa voce urlo il tuo nome, col microfono canto e ci faccio l'amore.

Nina Tarantino