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mercoledì 4 maggio 2016

Emmental svizzero

Un buco allo stomaco. 
Sentiva l'eco delle sue pareti addominali, Gigi era carino e le piaceva. Se lo sarebbe mangiato a morsi, l'idea era quella. Ma cominciò e finì tutto in un giorno, lo stesso giorno, a casa da lei sul divano.
Non appena lui tolse le scarpe per sdraiarsi, lei si ricordò del formaggio in offerta acquistato la mattina prima; l'olezzo nauseabondo invase la stanza e controllò subito che la porta del frigo fosse chiusa. Non capì mai l'assonanza dei due odori, chi avesse copiato l'altro: era il formaggio emmental a sapere di lui? Lo aveva acquistato proprio perché l'odore e il colore erano uguali? Interrogativi senza risposta. Scelte subliminali, combinazioni chimiche e l'occhiatura dello svizzero si confondevano, e lei non li sopportava, e l'emmental e lui.
L'Emmental pieno di buchi quelli dove lui non entrò mai, che per lei faceva troppo puzza per mettersi a suo agio in una stanza senza scarpe dove c'era anche lui, chiudere la porta e riaprirla l'indomani. Davanti al frigorifero aveva vivido il suo ricordo, l'immagine dei suoi piedi gialli pieni di calli e duroni e buchi a intervallo tra uno spazio e l'altro, sapori bucati, momenti da riempire con ago e filo. I buchi del formaggio erano grandi quasi quanto quelli delle sue calze. Prese l'ago e li chiuse tutti, uno ad uno. Di tutti i colori. Lui prese il telecomando e guardò la tv a piedi nudi. Dopo quella sera sparì. Lei ogni tanto compra un pezzo di emmental e lo respira.
Nina Tarantino