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lunedì 11 luglio 2016

È andata così

Oggi gioca a domino. Maria pensa che a vent'anni si può fare l'amore tutto il giorno e riconoscersi ogni volta in quello che ti cambia la vita. Bastano due dita a spostare le regole del gioco, le stesse usate per darle piacere o cambiare posto a una delle tessere che il domino impone. La loro ombra si riflette sul tavolo - ne avesse usate tre di dita l'ombra sarebbe aumentata di volume o forse avrebbe goduto di più.
Le tessere vanno girate una alla volta, ci vuole pazienza. Gli animali non ce le hanno le dita, i cani no no, non ce le hanno le dita, le galline? Le zampe di gallina, si dice così. Solcate ai lati dei suoi occhi, le sente al tatto e farneticazioni mentali, giochi di parole, luoghi comuni. Se avessi i capelli bianchi mi darebbero retta, invece sembro piccola e patetica, pensa Maria. Si è fatta costruire uno sgabello più alto di quelli che si trovano in commercio. Quando seggo davanti al piano non so cosa e come suonare, ma poi quando lo faccio le mie dita scivolano sulla tastiera e smetto di pensare a come potrei, lo faccio e basta. Sono fatti miei, la mia musica; non ci sono soluzioni nascoste, contano gli accordi, le sequenze, le pause. Quattro dita, quasi una mano; ci sarebbero voluti pochi secondi per vederle spostare più velocemente le tesserine ammucchiate. A scaldarsi sulla tastiera ore e ore, concentrazione. Porta tutta la mano, la schiaffa sul tavolo che ora brucia e tutto è stato posato giù dall'avversario, le tessere del gioco tutte girate, un paio le sono rimaste tra le dita e le fissa a contarne i pallini; lei forse è morta di dolore o di piacere, o forse prima l'uno e poi l'altro. Non può prevederlo! A guardare mentre resta seduta, le piastrine nere di plastica, le sue guance rosse di sangue; di che gruppo era? chi ha vinto? Gioca un'altra partita contro l'avversario, due dita le bastano, per fare musica due mani. Prontezza di riflessi e di fiato ne ha, che in una sera afosa d'estate nuda sul balcone potrebbe interrogarlo con le parole che vorrebbe. Dovrà ascoltare e rispondere, adesso sposta la sedia sotto il tavolo.

Nina Tarantino