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lunedì 31 ottobre 2016

I Malavoglia - recensione di un libro mai letto

Non mi va! Non mi va!
E intanto io questa recensione non la voglio proprio fare! L'autore contagia questa sensazione di non svolgimento per l'intero romanzo. Protagonista della storia è Don Vito detto 'U Malacanazza.
Costretto a vivere in latitanza per tutta la sua vita; si innamora di Desideria Maria, detta Tana, ragazza voluttuosa ma mal voluta in paese, che dice sempre di sì a tutti; - il padre non vuole che la figlia si perda con Malacanazza. Ma lui con il suo fare segreto e la sua voglia nascosta la conquista, l'attira in una grotta e la fa sua, ma poi non la vuole sposare. - Non la voglio, non la voglio, non la voglio! continua a ripetere che sembra un disco la cui puntina si è bloccata sulla stessa traccia, sulla stessa traccia, sulla stessa traccia - non la voglio, non la voglio, non la voglio! E intanto il padre non può stare in silenzio, non può non reagire a un'onta simile, il disonore si paga e la mancanza di volontà pure. 
'U Malacanazza risolve la situazione, si fa credere morto e comincia a nascondersi. Molto belle le pagine che descrivono il suo eremitaggio, la conoscenza con la capra argentata dell'Etna scortata dal cane di Mannara (che scopre poi essere femmina), conferma il suo naturale amore per gli animali e gli apre orizzonti nuovi. Il suo dissidio interiore riempie le pagine centrali del romanzo, il lettore si trova coinvolto e vive un continuo dilemma introspettivo: lo voglio o non lo voglio? La voglio o non la voglio? Il ritmo e l'uso delle vocali confondono l'oggetto del desiderio... capra e canazza, alberi e boschi, rocce e grotte; giorni duri attraversano le pagine del romanzo che sembra di vivere insieme al protagonista - Non vuoi venire con me? E intanto non puoi fermarti, senti che il bisogno di proseguire la lettura che diventa voglia, a tratti non voglia e mentre leggi continui a ripeterti di continuare a leggere di Malavoglia e a chiederti lo voglio o non lo voglio? Senti che devi sapere come finisce la storia che poi lui è fortunato mentre stringe e abbraccia la capra amica che le sue parole rimbombano (forse nella grotta) - Chi troppo vuole nulla stringe, ma io ho te! Alla fine, la drammaticità del testo fa scaturire una sorta di coinvolgimento in chi legge, uno stimolo all'eremitaggio e una sorta di invidia; alcuni la proveranno per Malacanazza altri si identificheranno nella capra e vuoi o non vuoi leggeranno il libro di Malavoglia fino alla fine.

Nina Tarantino