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giovedì 17 novembre 2016

Come in una bolla

Seduta. Legge.
Parole di carta che si avvolgono come spaghetti inforchettati. Ne perde il filo.
L’ invenzione della purezza è mostruosa - pensa - Ah, gli dei greci! Cari, vecchi, dei greci: sono ignobili, discutono, detestano, uccidono e fottono.
Zeus non fa che questo: fottere!
Altro che la purezza dell’uomo-dio cristiano: asessuato, carico del rimorso e della vergogna del peccato originale (la purezza suggerisce solo una spiritualità insipida).
Ecco, ora i suoi pensieri sono in bianco e nero.
Cos’ha? Boh! È dispiacere, dolore, delusione?
Sta vivendo una sorta di arresto di fermata: ha rallentato di molto la velocità. Ha frenato. Ha smesso di respirare per qualche secondo.
Si guarda intorno: non trova più il nord e lo zenit.
Ora sente la vertigine (perché ha compreso di essersi smarrita).
Blocca il giudizio.  Benefica il dubbio. Interrompe gesti quotidiani, fluidi, naturali. Concede una tregua alla benevolenza.
Si percepisce sospesa, insonorizzata, come in una bolla d’acqua.
Boh, vacci a capire!
Riprende la lettura come se volesse ritrovare punti cardini: le servono coordinate per riabilitare l’equilibrio.
Ah, sì – [..] il significato dell’esistenza come di un' entità la cui finalità è celata, il significato delle convenzioni sociali come di accordi che non consentono intelletto, il significato del consorzio umano indaffarato in un selfie di se stesso che è senz'altro e notevolmente imperfetto, il significato del singolo come qualcosa di concreto, di vero, a parte e al di là dei fattori sociali che lo circoscrivono [..]
No, la lettura non l’aiuta: niente nord, niente zenit. Ancora la vertigine. Ancora lo smarrimento.
Dolore neuropatico cronico? - le suggerisce un’amica. Non sa cosa sia ma pensa - Può essere, perché no?
Troppe immagini le si affollano nella mente e le fanno battere le tempie.
Chiude gli occhi per qualche secondo.
Una deliziosa quanto silenziosa bolla d’acqua fa capolino tra le sue farneticazioni.
Si sistema meglio sulla poltrona e mentre sprofonda in essa la bolla la invade completamente.

Lucia Immordino