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giovedì 31 marzo 2016

Giovanni - Il Gattopardo raccontato dalle cameriere

Anche lui aveva corteggiato la morte, anzi con l'abbandono
di tutto aveva organizzato per sé quel tanto di morte
che è possibile metter su continuando a vivere.


Se ne andò con la mattinata, che fuori era ancora scuro – manco noi cameriere eravamo sveglie, ma fra poco ci sarebbe stato da aprire le cucine, andare a prendere l’acqua, accendere i fuochi.

mercoledì 30 marzo 2016

Pirocchia e cimici - Il gattopardo raccontato dalle cameriere

Come a lui del resto, pirucchiusu e tirchio.
Il Principe lo aveva fatto convocare e si era presentato vistutu come pi un funerale. Tutto niuru e in marsina. E seppure pareva tranquillo, il Principe aveva dato signu primintivo di malessere.

martedì 29 marzo 2016

Il cappottino avorio - da La moglie di Pirandello

Si sono rotti i piatti – lo ha detto come se lei non c’entrasse niente, con un’espressione ebete a supporto di un candore impossibile, o della consapevolezza che ormai i piatti erano rotti e un rewind non esiste in questi casi, che per volontà di un destino perverso i piatti sono finiti per terra, dopotutto sono fragili per costituzione, non sono di ferro, sì, la ceramica, se cade si rompe, lo sanno tutti, ma Giovanna nel guardarmi - non per scusarsi dei suoi eccessi -, non mostrava alcun senso di pentimento, se i piatti si erano rotti la colpa era solo dei piatti, no, era altro che voleva comunicarmi e io lo percepivo.

Non ci posso fare niente.

ScriviBertè - Il mare d'inverno



Ho discusso e litigato, è sempre così. Anni di convivenza a giustificare i suoi sbalzi d’umore, per essere criticata o, peggio, compatita. Ho deciso mi arrendo, non voglio essere una guerriera, non voglio cimentarmi in strategie per avere un amante.

venerdì 25 marzo 2016

Chiamami Antonietta - da La moglie di Pirandello

Quel servizio di ceramica dipinto a mano, comprato a Patti nella fabbrica vicino al mare, nella zona industriale alle spalle di un grande supermercato che non mi ricordo qual era, uno di quelli grandi con tanti corridoi - almeno presumo -, piatti fiorati, non i soliti fiori magari pure spaparanzati, no, fiori stilizzati, la serie tulipano, tutta una corolla attorno alla bordura composta da tre petali in azzurro verde e poi cerchi concentrici, davvero dei bei piatti, e quelli arabescati, con uno stencil in mezzo e giglietti fiorentini, ne avevamo tanti, tutti diversi, comprati piano piano negli anni, tutte le volte che andavamo da quelle parti – sempre per campeggiare, la meta dei nostri campeggi estivi, che durassero una settimana oppure solo due giorni, si andava lì e poi salto in fabbrica per aggiungere pezzi e decori nuovi alla nostra collezione, ma anche vassoi, ciotole da spaghetti -, si stava bene da quelle parti, spiagge di sassolini, mare freddo che sprofondava pure dopo pochi passi, ebbene, quel servizio di ceramica dipinto a mano che in tanti c’avevano mangiato e tutti a dire ma che belli questi piatti, da dove vengono questi piatti, hanno dei gran bei decori questi piatti, specialmente questi con i tulipani ma anche quelli con gli arabeschi, sì, sono dei gran bei piatti. Dimentica i piatti.

ScriviBertè - Ninna nanna


Quando è l'ora del caffè
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me oh oh oh...
Ninna nanna - Loredana Bertè

Niente bagagli, le scarpe fuori, dentro pareti a difenderci, niente quadri né attenzioni, due cuscini, niente coperte. Le pieghe del tuo collo. Noi riflessi allo specchio, sul muro le nostre sagome. Le tue mani sul mio culo.

giovedì 24 marzo 2016

Il Gattopardo raccontato dalle cameriere - Le strade siciliane


Ahi ahi ahi! Madre Santissima ma chi me lo fece fare...ahi ahi ahi che dolore ai reni! Appena arriviamo a Donnafugata, a terra bacio! Avessi il tempo, manco scesa dal carretto e già ci saranno mille cose da pulire. Sì, perché i signori si vengono a fare la villeggiatura ma a noi mischinelli ci tocca fare le pulizie straordinarie. E poi maledetta polvere, ovunque ci s'infila: nelle scarpe, fra le pieghe degli abiti, nei cappelli,nel pelo dei cavalli che da neri diventarono grigi. Pure nel corsetto me la sento, appiccicata alla pelle. E tutta 'sta lordia chi la lava? La sottoscritta! Il Principe cambia abito già tre volte al giorno, lui all'eleganza ci tiene, però bisogna dire che bieddu è, sempre raffinato.

mercoledì 23 marzo 2016

ScriviBertè - Traslocando



Sarà la radio l’ultima cosa che porterò via, o forse no.
Resta accesa tutta la notte mentre io dormo con i miei “auricolari da scena” nelle orecchie, schiantata dalla stanchezza di un concerto annullato. Io dormo e non sento nulla e me ne frego dei miei vicini, attaccati alla porta e alla cornetta del telefono.

martedì 22 marzo 2016

Plebiscito e bagasce - Il Gattopardo raccontato dalle cameriere

“Cugghiuna pi lampiuna, prendesti cugghiuna pi lampiuna!”

Così dicemmo a Santina, quella dovrebbe stirarsi camicia e lingua, quando lesse il Giornale di Trinacria, che a dire il vero la notizia noi già la sapevamo, solo facevamo finta.

lunedì 21 marzo 2016

ScriviBertè - Banda Clandestina



Negli anni settanta le idee e le mozioni sembravano lucide frecce sulle nostre gambe e i cortei scendevano fin nei vicoli, a stanare la classe operaia. Negli anni ottanta fu lotta aspra e senza quartiere, e la disperazione delle parole ammutolite si è sciolta nel rosso di tante brigate.

venerdì 18 marzo 2016

ScriviBertè - In alto mare

A questa latitudine gli altri non ci raggiungeranno.
Per noi sarà uno spazio senza nascondigli dove cammineremo con i nostri respiri ed i pensieri insieme, contemporaneamente i sorrisi e i nostri corpi, senza più negarci il dentro e il fuori di noi stessi. 

mercoledì 16 marzo 2016

Amore XXL

Amore mio,
respiro dell’universo, luce di perla, perdona se le mie parole così limitate non rendono a pieno la rotondità del tuo essere che grava e non passa inosservato sulla pelle del mondo, se nessun vorticare di serpenti può paragonarsi alla tua scivolosa chioma di moderna medusa, ma tant’è… 

martedì 15 marzo 2016

Questione di talamo

Ulisse, marito mio,quando ti arricampi a casa?
Mi hai lasciata sola da dieci lunghi anni. Capisco che tu sia stato spinto da una giusta causa,o per meglio dire,da una giusta guerra, quella di Troia,  e che da prode guerriero quale sei, non  potevi sottrarti. Capisco pure che ne avrai viste di tutti i colori...

lunedì 14 marzo 2016

Un sorriso alla volta

Sulla parete un orologio segna il tempo. Le lancette girano. La casa è accogliente e si apre in un grande salone. Stanze piene di letti e una cucina con due tavoli. Sul più piccolo tante scatole piene di pillole. Per ogni dolore.

venerdì 11 marzo 2016

Parigi il segno dei tempi

Si affolla ancora di intrighi dentro le cattedrali scure. Les Halles  si rinnovano con grandi opere.
Dentro la cattedrale di S. Eustachio ci vivono ancora Moliere e Rechelieu, Luigi XIV e Luigi XVI separati da una ghigliottina. 
Qui ricevettero battesimo e cresima. 
Riunirono folle affamate sciamanti dai vicoli, dalle bocche urlanti e i pugni alzati verso Bastille. Non esitavano a strappare le borse ricolme d'oro tagliando la gola nelle taverne unte di vino.

giovedì 10 marzo 2016

ScriviBertè - Sei bellissima

Il risveglio è umido, macchia lussuriosa incapace di penetrare due anni di grida possessive, gemiti innocenti e collari sodomizzanti. 
Sento la macchia inondare la carne, sempre di più, allora lo stringo, il crotalo, dallo stomaco, gli sbatto la testa contro il lenzuolo, l’ansia di infilarne il collo dentro la cesta in vimini mi obbliga a giocare con il passato. 

mercoledì 9 marzo 2016

Le minne di Sant'Agata - il Gattopardo raccontato dalle cameriere

Una serata faticosa,eravamo in tanti a servire, ma sempre ci trovavamo arretrati col lavoro; ma io gli occhi li avevo sempre su di lui, il Principe, che mi pareva un'anima in pena; si aggirava per le stanze di qua e di là e mai trovava posto; sembravano tutti a casa propria, tutti contenti, tutti a loro agio; soltanto lui pareva l'estraneo.

lunedì 7 marzo 2016

La balena

Da piccola ero magrolina, ai tempi si usava dare le vitamine alle bimbe inappetenti. Quanti chili ne ho ingerite non saprei. Mia madre era sempre alla ricerca di soluzioni per farmi ingrassare, la bimba in carne era sinonimo di bellezza, io ero un grillo con gambe e braccia.

venerdì 4 marzo 2016

ScriviBertè - E la luna bussò

Ma che vuole questa pazza? Se ne va in giro di notte col chiaro di luna e bussa a tutte le porte del quartiere delle mànnare.
È la luna, dicono alcuni, lo fa perché ha la smania, quando c’è la luna piena bussa che si sente sola, che vorrebbe entrare, la musica le risate si sentono anche da fuori. E bussa. Ma che vuole?

giovedì 3 marzo 2016

Mimesi

Ho trovato una camicia che ha la stessa fantasia della tappezzeria del divano di mia nonna, ho pensato che una volta indossata mi sarebbe stata meravigliosamente addosso.
Così questa mattina è stato più facile del solito uscire una volta indossati gli occhiali da sole il parca la sciarpa i guanti il berretto avevo il mio ingrediente segreto per scomparire: otto bottoni dorati di Saint Andrè marrone Sahara inciso con marrone seppia.

mercoledì 2 marzo 2016

Pomodori

Affetto pomodori la mattina e il pomeriggio, tutto questo si ripete sette volte a settimana. Taglio trenta pomodori al giorno, che per una settimana fanno duecentodieci. Mi hanno dato questo lavoro quattro anni fa, e questo significa che ho sminuzzato e frantumato circa quarantamilatrecentoventi contenitori rossi.

martedì 1 marzo 2016

Sensi/Senso

La vista 

Entra e procede col bastone, si siede pesantemente sulla solida seggiola di metallo davanti alla mia scrivania. Anche se la vedo solo dalla cintola in su capisco che si è seduta a cosce aperte, tanto la molle e larga gonna a fiori le copre le vergogne. La guardo in viso ed è sconvolta dalla fatica fatta per portare il suo grosso corpo traballante dalla sala d'attesa all'ambulatorio.