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lunedì 31 ottobre 2016

I Malavoglia - recensione di un libro mai letto

Non mi va! Non mi va!
E intanto io questa recensione non la voglio proprio fare! L'autore contagia questa sensazione di non svolgimento per l'intero romanzo. Protagonista della storia è Don Vito detto 'U Malacanazza.

venerdì 28 ottobre 2016

Una cosa positiva - da La moglie di Pirandello

Tra i cocci di tanti piatti rotti lei troneggiava.
Stava seduta e guardava nel vuoto. 
“Li ho rotti tutti, di quei piatti che tanto ti piacevano non ne è rimasto nemmeno uno.”
Sembrava frastornata, gli occhi persi, la voce priva di timbro.

giovedì 27 ottobre 2016

Ho fatto l'amore con Pippo Baudo

La morte è una cosa orribile, specialmente quando tocca un amico caro.
Eravamo in tantissimi a quel funerale. Tra la folla vidi lui, non credevo ai miei occhi! Avevo amici in comune con Baudo, ci presentarono, ma appena conosciuti scattò quella fiamma di passione alla quale non si resiste. Ho tenuto per anni il segreto, ora basta! Dirò tutto.
Ho avuto un incontro ravvicinato con Pippo Baudo!

mercoledì 26 ottobre 2016

Alimenti

Avevano prenotato, lei e il marito, un volo economico veloce per Venezia e s’era capito subito che la compagnia aerea low-cost non aveva nessuna intenzione di far viaggiare in cabina una ruota di salsiccia dentro il trolley. L’avevano scritto in tutti i modi sul sito della compagnia: Portate ciò che volete, scarpe sciarpe carpe, tranne che flaconi di liquidi da oltre cento millilitri e soprattutto niente ruote di salsiccia. La salciccia fresca è più difficile da far passare sotto i controlli degli aeroporti, ha la consistenza plastica dell’esplosivo, arrivati a destinazione si può dividerla in comodi candelotti della misura desiderata, o farla viaggiare già porzionata, pronta per l’uso, ma la ruota è più comoda. 

martedì 25 ottobre 2016

In apnea

Sembra un cinguettio quello che sente, è ancora buio, ma è sua figlia che sta parlando al cellulare; è appena rientrata. Chissà perché le madri, quando sono in apprensione per i figli, li rivedono piccoli, addirittura appena nati.
Oppure è il bruciore, che fa rumore e la tiene sveglia?  Decide di prepararle una camomilla, può ancora approfittare di qualche ora di sonno, ai giovani dormire fa bene. Il freddo dentro cui si era rannicchiata diventa improvvisamente fiamma e i pensieri tenuti a bada arrivano precipitosi uno dietro l’altro, come i messaggi sulla rete che non erano riusciti a passare.  Il din don dei ciondoli del lampadario sbattuti dal vento che passa dagli spifferi si mescola al rumore del motore del frigo che riparte e lo scroscio dell’acqua della doccia dentro i tubi nascosti nella parete. 

lunedì 24 ottobre 2016

Ho fatto l'amore con Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo

A piazza Politeama ballano in modo sfrenato, li avvisto lì (hanno aperto una scuola di danza a Palermo), dopo anni di sindrome da pelo il Turchi mi attira che calamita a ferro ci fa un baffo. I suoi capelli oro brillano e volano sul mio viso, sono venuta qui solo per un' informazione, orario e prezzo delle lezioni. E ora eccomi in una delle performance più sanguigne della mia vita.

venerdì 21 ottobre 2016

Zampe intrecciate - da La moglie di Pirandello

da La moglie di Pirandello, romanzo in progress: Giovanna, casalinga repressa, un giorno si sveglia e rivela di essere Antonietta Portulano, la moglie di Luigi Pirandello

Di me e di te che eravamo due granchi che intrecciavano le loro zampe, di me e di te che eravamo tutt’uno – ricordi come si univano i nostri piedi quando dormivamo insieme? -, di me e di te e di tante giornate trascorse a scegliere come riempire le nostre vite, di tanti piatti di ceramica che abbiamo comprato uno ad uno perché ci piaceva l’azzurro di quelli con i tulipani o l’arancio degli altri a fiori (gli stessi piatti che ci siamo svuotati addosso, che hai scaraventato per terra per il piacere di vederne i cocci, che hai provato ad incollare quando ti sei resa conto di ciò che avevi fatto, che ti hanno fatto bestemmiare perché la colla non avrebbe fatto miracoli, che ti hanno fatto piangere perché le bestemmie non ti svuotavano abbastanza, che ti hanno resa muta dopo che ogni coccio è finito tra paletta e scopa dentro il sacco nero).
Di me e di te che eravamo granchi.

giovedì 20 ottobre 2016

Vento

C’era un vento che spostava i bambini. L’ultima volta era successo cinquant’anni prima, che Fernanda aveva accompagnato suo figlio Pinello alla scuola materna, lo accompagnava tenuto per mano e nell’altra il bambino aveva il suo cestino della merenda, come si usava a quei tempi, l’orario che ci andavano tutte le mamme, lei aveva un po’ di fretta che in quel periodo lavorava dall’Aurora, trattoria per camionisti, nelle cucine, e anche quel giorno, lì di fronte al cancello della scuola materna c’era un vento forte, che le altre mamme riparavano i figli sotto la falda del cappotto lungo, che le foglie secche e la polvere di strada non andassero negli occhi, i bambini si godevano quegli ultimi minuti di ala chioccia, il vento creava dei mulinelli che superavano in altezza l’inferriata della scuola, poi Fernanda s’era strofinata gli occhi con le dita dopo una folata, che tutti si erano messi di spalle tranne lei, e quando era passato il polverone suo figlio Pinello non c’era più accanto a lei e il sangue le era salito alla testa e aveva cacciato un urlo che non lo vedeva più, e s’era sentita chiamare mamma mamma, e suo figlio Pinello era finito sotto il cappotto della signora Ferrante, quell’antipatica delle bomboniere, e anche lei, Fernanda, s’era scoperta tra le ginocchia Carlino, il figlio di Elsa, quello con le caccole al naso, che s’era subito guardata le calze sotto l’orlo della gonna che non ci fossero le caccole appiccicate sopra, e come Pinello e Carlino tutti gli altri bambini si erano mescolati tra loro, scambiandosi le mamme, è stato il vento, dicevano, un vento così forte capita ogni cinquant’anni.

Raimondo Quagliana

mercoledì 19 ottobre 2016

Abbiamo fatto l'amore con Giorgio D'Amato

Cernia tossica. Ci voleva  un titolo bello assai, ci voleva - è l’incipit del suo discorso ad una lettrice incuriosita, al gazebo di Apertura A Strappo.
Il titolo acchiappa, incuriosisce, ti fa allungare la mano e toccare il libro. Prendendolo lo devi sentire potente, devi diventare voglioso e avido, ti deve venire l’acquolina agli occhi a leggere le prime righe. Il patto con il lettore, se non lo stringi subito quello scappa, chiude e invece di continuare a leggere ti posa e si va a guardare le vignette sulla carta igienica. 
Quante volte glielo abbiamo sentito dire, sedotte. Ormai le abbiamo dentro le sue parole - intimità nascoste. Oggi per la prima volta lo mettiamo a fuoco.

martedì 18 ottobre 2016

Zeruzeru

Nella riserva naturale di Biharamulo, nel nordovest della Tanzania, un sentiero sterrato coi ciottoli bianchi porta a un grande banano che rinfresca con la sua ombra delle capanne.
Tutt'intorno ispira quel tipico silenzio che precede le grandi occasioni. Alcune donne ornate con paramenti solenni, di celebrazione, bisbigliano tra loro.
Dall'interno di una delle casupole, dopo tanta attesa, al calar del sole finalmente  giunge il vagito di un bimbo: è il segnale per cui le donne inghirlandate cominciano un canto ammaliatore, una preghiera di benvenuto per il nuovo nato.
Mentre si lamentano e si muovono come giunchi al fluire della corrente, lo sciamano del villaggio esce dal casotto portando in braccio una neonata con ancora i brandelli di placenta tra le gambine e si allontana dalla comunità.
È una Zeruzeru: il canto ipnotico si pietrifica, il ritmo si frantuma.

lunedì 17 ottobre 2016

Ho fatto l'amore con Socrate

Stanotte, mentre mi recavo al simposio, ho intravisto un uomo dall'aspetto di un satiro; aveva orecchie simili a quelle di un asino, barba caprina e sorriso sardonico. Mi sono avvicinata e ho guardato meglio: era Socrate.
L'aspetto dell'uomo non era invitante, ma i suoi discorsi, con cui era solito affascinare i giovani, in special modo quel fighetto di Alcibiade, mi conquistavano e, più parlava, più mi eccitavo e facevo di tutto per attrarre la sua attenzione, ma invano. Socrate ha già una moglie, Santippe, che lo esaspera per cui non vuol saperne di altre, preferisce la compagnia degli efebi, ma io non demordo. Durante la cena danzerò e suonerò l'aulòs, discuterò di teatro e reciterò i versi dell'Odissea, gli farò riempire il bicchiere e durante il gioco del cottabo cercherò di baciarlo ripetutamente. 

venerdì 14 ottobre 2016

Ho fatto l'amore con Moira Orfei

Sì, confesso ho fatto l’amore con Moira, sì, lei, la donna dal toupet con il doppiofondo, la donna con i punti interrogativi sulla fronte. Io volevo scoprire cosa c’era dentro quel nido di colomba sulla sua testa. Io ero completamente presa da lei, tanto da decidermi a provare con un genere che non mi aveva mai attizzato, ma Moira non è donna e nemmeno uomo, Moira è ‘na bestia! 

giovedì 13 ottobre 2016

L'amore ai tempi del colera - recensione di un libro mai letto


Mariuccia mi sta facendo la testa tanta con questo libro che le hanno regalato, "L'amore ai tempi del colera". Lo sai che a me a leggere mi viene l'abbiocco, mi dice, e mi accarezza le spalle. Leggilo tu e poi me lo conti, che magari ci possiamo trovare ispirazione, mi dissero che è una storia d'amore di due come noi, un poco in età.

mercoledì 12 ottobre 2016

Va' dove ti porta il cuore - Recensione di libro non letto

Tu- tum, tu-tum, tu-tum...Va' dove ti porta il cuore! il messaggio ritorna in tutto il romanzo e l'autore ne fa il perno della narrazione. 

Il protagonista ossessionato dal ricordo della frase in cui la mamma scomparsa durante la sua infanzia (non si sa se morta o scappata di casa, lo esorta da bimbo a seguire il suo cuore). 
Tutti hanno un cuore, gli animali, le persone, anche le piante e gli alberi che gli colora le foglie e li secca, brucia radici o invigorisce i tronchi. Alcuni lo nascondono per paura, altri lo ascoltano, e arrivano pure a toglierlo per mestiere o professione. 

martedì 11 ottobre 2016

Il lupo cattivo - da "Cernia Tossica"

E la seconda volta che andammo a Rannino Germano non si limitò alla camicia, tolse le mutande e correva nudo e tirava pietre alle mucche gridando «bisteccone da panare, venite qua che vi do un morso» e rideva, se la spassava. Io seduta sulla coperta ad applaudirlo, nessuno dei miei amici era come lui. Un’altra volta se la prese con un gregge di pecore, le inseguiva a grandi balzi, versi da strazio: «signorinelle belle, fatevi scopare dal lupo cattivo!» e quelle a belare. E il maggese, il crinale, la sulla o i papaveri, i cardi selvatici, ci sarebbe stata pace tra le cime solo quando veniva il turno delle lucertole - «stai zitta che ce n’è una giurassica» - le cacciava con steli d’erba a cui faceva un cappio in punta, le prendeva e le teneva a guinzaglio, mi guardava da bambino che non ha fatto errori nel dettato ma io a rimproverarlo, libera quella bestiaccia dannata che mi fa schifo; la lasciava in pace a patto di afferrare me, si tuffava di panza dov'ero distesa, nudo e sudato - l’odore di chi non si deodora ma neanche puzza - e mi leccava il collo, mi masticava le orecchie, o mangiava il pane e salame che gli avevo portato e poi ricominciava, le mani dentro la maglietta a impastarmi, che a volte spirava vento sulle montagne e ci stringevamo, si divertiva a fiatarmi addosso, a ricoprirmi e farmi sparire.

lunedì 10 ottobre 2016

Una donna, di Sibilla Aleramo - mai letto ma lo recensisco

Caterina mi presta sempre libri di donne, perché lei ha la fissa delle donne e spesso queste donne sono scomunicate e senza coscienza. La prima cosa che mi ha detto quando me lo ha dato è : Impara! Che lei crede io sono una bacchettona che mi faccio comandare da mio marito. Lei non sa invece che io mio marito me lo giro in un dito e se proprio mi fa scattare il cuore (che in certi casi succede ) me ne vado due giorni da mia madre e lui il terzo giorno mi viene a cercare come un cane bastonato. Caterina pure mi dice” che fortuna, tu non hai figli!”. Bella fortuna dico io, che mio marito se la prende con me, anche quando il dottore gli ha detto che è lui che manca, cosa non so dirvi, ma io la verità devo dire, manca di tante cose. Ma da moglie non dovrei dirvelo e perciò non lo dirò.

venerdì 7 ottobre 2016

La signora Carla


Nel quartiere dormivano soltanto i gatti e con un occhio solo, gli altri si stava spesso dietro le finestre in continuo stato d’allerta. Per uno che dormiva tre stavano ad ascoltare dietro le tende smosse dall’aria notturna di finestre semi accostate, e pareti di cemento depotenziato.
Tutti sentirono la frenata che spezzò il torpore dell’alba, molti videro la signora Carla volare per aria, falciata da un’auto, gialla, verde, boh? Che non erano nemmeno le sei del mattino. Le videro persino il colore delle mutande, perché ebbe la sfortuna di ricadere a gambe all’aria e di atterrare come una pigotta sul sacco della spazzatura, che lei la furbastra, gettava fuori orario. Io ero sveglia,  era ora di prepararsi per andare a fare quel lavoro merdoso, più della mia faccia, ancora gualcita dopo due caffè.

giovedì 6 ottobre 2016

Ho fatto l’amore con Mentana

Lo seguo ogni volta che mi trovo davanti alla tv,pure nel web, lo chiamano ormai lo “sputtanatore degli idioti”, il fautore del “giornalismo verità”. Immagino che vorrete sapere perché ho rischiato tanto - andare fra le braccia di un uomo così puntiglioso, così critico, così intelligente!! Sì, ho voluto correre il rischio e ho fatto l’amore con Mentana. E sono pentita assai.

mercoledì 5 ottobre 2016

Matteo Messina Denaro: l’uomo senza la macchia umana

Lui non scrive solo pizzini. Lui scrive anche lettere a Svetonio.
Lui non sta rintanato campagne campagne come un surci. Lui viaggia. Lui depista alla maniera moderna.
Lui non lascia residui come u viddranu. Lui è pulito.
Ecco, alcuni veicolano tracce, macchie,  impronte. Altri no.
Tutto dipende da chi sono gli uni e da chi sono gli altri.
L’essere umano in generale deposita tracce, macchie, impronte.
La macchia umana è innata nell’essere umano, inscindibile dall’essere umano, significativa per l’essere umano.
Eppure lui non ne lascia.
Lui la macchia umana non ce l’ha proprio, nemmeno il peccato originale c’ha (manco fossero fratello e sorella con la Madonna).
Lui non trasmette segni: è un uomo senza macchia ed è tutto merito suo (nel suo caso lo Spirito Santo non c’entra).
Nessuna pecca, nessun fallo.

martedì 4 ottobre 2016

Sei qui per resuscitare i morti? - La moglie di Pirandello

Ti ricordi di quella poesia di Thomas? Quella sulla morte.
Avevamo appena preso casa, ti piacque subito, a me no, e non che si trattasse di stanze o panorami o di balconi più o meno larghi. Sarebbe stata una casa. A te piaceva, feci in modo che piacesse anche a me. Con sforzo.

lunedì 3 ottobre 2016

Ho fatto l'amore con Maurizio Costanzo

Mo' sì che me sento n'antra donna. Ho realizzato er sogno erotico de na vita. Me so  'nfirtrata ner pubblico - nell'urtimi anni m'è riuscito na diecina de vorte, che vedello da casa già me faceva smove na smania, soprattutto quanno dice a paroletta maggica -. Stasera nun me so tenuta, me so 'nfilata quatta quatta ner cammarino suo e me so tirata dietro a porta, la 'ncertezza dell'urtimo minuto vinta dal l'eccitazione che m'è presa a risentì nell'arecchia "tipario!". A mae' ecchime! Lui nun s' è stranito, pareva aspettamme, che lui ce lo sapeva che prima o poi spuntavo, che già m'avea adocchiata durante a trasmissione, c'ero riuscita a famme notà anche se non avevo parlato né appraudito, manco n fiato era scito dalle labbra mie, n femminone muto e 'nteressante co n'abbito serio serio da gran signora, ero riuscita a fa na sgambata e a mostra' lo stiletto de fero, che ce lo so che all'omini comm'a lui certe zozzonerie li 'ntrigano. Mica ho perso tempo, me so spojata senza di' niente, mostrannome come mamma m'ha fatta.