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lunedì 6 febbraio 2017

Amicizia ritrovata: Veleni sacrosanti


Goccia a goccia. Acqua tofana, vecchia storia ereditata da una che la raccontò a mia nonna, ricetta dettata per caso e messa a punto proprio da lei, una mistura liquida di bella donna, piante e altro, che potrebbe essere la soluzione, trasparente ( se aspetto che il destino mi fa vedova la menopausa mi raggiunge ) troppo viva poco santa per morire con lui e prima che i miei capelli diventino bianchi voglio vedere le tue dita carezzarli ancora fino alle punte, per l'intera lunghezza. - Stringimi che ti voglio pure io! Di sopra.

Fra una settimana sarò libera, questione di tempo, quanto basta per anticipare la fine. Poi il tuo turno. All'inizio devi fare finta di non conoscermi, non sorridermi, stammi lontana e quando mi vedi per le vie della città non toccarti, non alzare la tua gonna, se senti che scivola bloccala senza usare le mani, gonfia con aria la pancia, io morderò le labbra e stringerò le cosce, che le chiese sono sempre chiuse, quando mi voglio confessare - ora va via. Prima però afferra questa, l'ho preparata con le mie mani, ce l'ho fatta, tieni cara, una boccetta anche per te, ( tu sei la mia amica, quella del cuore ) e ricorda noi due non ci siamo mai viste oggi; sai che a Palermo le donne serie stanno a casa e mute e tu zitta devi stare, in ogni caso. Solo amica mia e femmina maritata per gli altri. Corri a casa a fare il tuo dovere, lascialo fare, mangiare carne e sputare ossa per l'ultima volta e non guardarlo in faccia. Pensa a me, solo a me, solo a noi. Non ti spaventare, dopo che avrai fatto, tuo marito avrà rosea pace stampata negli occhi, dormirà. Il mio è andato così, per sempre dorme. Solo fiori ora, una rosa bianca tra le nostre dita, quel giorno. Voglio te, ripetilo, ti darà coraggio, so che mi ascolti con cura - sarà più veloce e meno in vista di un divorzio, ci possiamo pure sposare a Natale o sotto la luna amore mio. Metti alcune gocce di questo "intruglio soprannaturale" che aggiusta tutto nella minestra di tuo marito a catturarne l'essenza e ben presto sulla testa porterai un velo nero, e a quel funerale a cui non vedi l'ora di andare, io ci sarò a tenerti la mano, a stringerti, sulla mia spalla le tue lacrime dovute, ( mi ricambierai favore subito, ardore dopo ). Amiche ancora e di più. Vedove per sempre.



Nina Tarantino