In una fredda mattina di febbraio il cavaliere Leandro Botta e sua moglie Isabella battezzarono il loro unico figlio imponendogli gli altisonanti nomi di Vincenzo Edoardo Alfonso Gustavo. I primi due per rispetto dei nonni, gli ultimi due in onore del barone di Salì, un prozio di pessimo carattere ma molto ricco, dal quale speravano di ereditare qualcosa. I coniugi Botta purtroppo se la passavano male e vivevano nell’attesa di quella improbabile eredità.
