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venerdì 14 giugno 2019

Cocco Pallone - da Racconti Cattivi



Cocco pallone

Avanzavamo lentamente, noi eravamo in dieci, lei – la signorina Cocco - era sola. Il nostro passo lento e pesante ci faceva affondare i piedi nella sabbia. Lei indietreggiava verso la cabina. Ma noi eravamo in dieci.
Arrivammo davanti a lei.
Lei aveva in una mano il pallone Super Santos in due pezzi, nell'altra le forbici che lo avevano sventrato.
La circondammo.
La signorina Cocco cominciò a tremare.
Intorno a noi i bagnanti guardavano.
Noi prendemmo la sedia a sdraio della signorina Cocco e la spingemmo a forza per farla sedere.
Lei, da sola, impaurita, vestita di tutto punto - che era pronta per andare via -, si trovò circondata e sollevata di peso.
La portammo in processione come Santa Rosalia.
La paura le fece un brutto scherzo.
Cominciò ad urinare, la pipì le scese lungo le cosce, trapassò la tela della sdraio.
Avevamo il suo piscio addosso.
Interrompemmo la processione, era necessario passare alle abluzioni.
Quando arrivammo dove l'acqua era più profonda, la lanciammo, ben sapendo che la signorina Cocco non sapeva nuotare.
La lasciammo lì, ad annaspare e bere acqua salata. Tornammo a giocare con un altro pallone, per fortuna ne portiamo sempre uno di riserva.
Leggi e condividi con 20 persone se non vuoi fare la fine del Super Santos.

Marina Montalbano


lunedì 28 gennaio 2019

Bianco, rosso Verdone.




Accade che in un piccolo locale di un piccolo centro della provincia di Palermo, gente piccola chieda il pizzo.
Una piccola cifra magari. Che vuoi che sia?