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mercoledì 13 gennaio 2016

Abbecedario dei sentimenti

Trasudare i giorni d’oggi: 
per trasudare i giorni d’oggi intendo una condizione umana che sia totalmente impregnata di contemporaneità, come la carta unta del fish and chips dopo che hai mangiato. 
è una condizione in cui il soggetto, in modo epifanico, prende consapevolezza di sé guardandosi allo specchio. Tuttavia il momento è estemporaneo, fine a sé, dura il tempo di un tweet, il tempo che passa fra la carta e il bidone.

Fragilità: 
la fragilità è come debolezza. E’ il momento in cui i personaggi si mettono a nudo e si mettono in discussione; contemporaneamente rappresenta il momento di massima eleganza e slancio emotivo. Nella narrazione è una condizione necessaria per essere belli e volitivi.

Ambizione:
dicasi ambizione la voglia dei personaggi di voler cambiare la propria condizione esistenziale, inventandosi con creatività nuovi sogni ed espedienti. Accanto a questo c’è il disagio, c’è la voglia di cercare follemente la propria strada attraverso una quotidianità impietosa che non concede tempo. L’ambizione è il motore narrativo della vicenda.

Estraniamento:
ti guardi allo specchio e non sei più tu, non ti riconosci, eppure niente è cambiato (o è cambiato tutto), gli altri non ti riconoscono, tu non ti senti più te stesso. 
Hai la sensazione che il mondo intorno a te viva fuori da te e senza di te, non c’è più niente di familiare.

Voglia di vivere il proprio tempo:
è la voglia di essere protagonisti della propria storia. Nello stesso tempo è la rivendicazione della voglia di poter decidere come vivere; contemporaneamente è la voglia di vivere offline. 

Mondo in crisi:
siamo in continua definizione di sé, ci troviamo ad essere gli eroi dei nostri giorni, viviamo affrontando le crisi ambientali, le crisi economiche, le crisi interpersonali. Sembra che tutte le certezze si sgretolino.

Liquidità dei rapporti umani:
i rapporti e le relazioni sono minacciati dalla difficoltà ad impegnarsi veramente in qualcosa di solido e costruttivo, ci si innamora con un clic. Sono interazioni laconiche, si consumano veloci, sono relazioni dedite allo spostamento. Tutte le persone soffrono di ciclotimia, vivono continue relazioni Nevroromantiche. Le interazioni seguono le stesse procedure di un vernissage di arte contemporanea.

Ipod generation:
essere pieni di vuoto pronti a rischiare tutto perché non c’è più niente da perdere: è una generazione abituata a vivere in una bolla di solitudine senza tempo come la Fiesta di Hemingway. E’ una generazione che usa parole minime indispensabili essenziali per capire cosa accade dell’altro. I protagonisti di questa generazione si librano in aria per non soffrire, per riscoprirsi più forti dopo ogni colpo subito, per rialzarsi, seppur a fatica, continuando a camminare a testa alta.

Tempo di ecodisastri:
L’atmosfera cupa che caratterizza il tempo precede un ecodisastro, aiuta a creare un silenzio quasi surreale, permette ai protagonisti di indossare delle maschere e di reinventarsi.
L’ecodisastro riaccende timori mai del tutto sopiti. L’eco disastro è imminente. Avviene ed è il sintomo della perdita della sintonia dell’uomo con l’ambiente, è l’anti-bio e l’angoscia dei radical chic. L’ecodisastro è la scusa per chiederci chi siamo.


Irene Dorigotti