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lunedì 15 maggio 2017

Fibromialgia - La casa dei farmaci: Celestina


Domenica ore 19,30. Io nella mia stanza con i Duran Duran alle orecchie, luci soffuse e testa alla bocca di Simon Le Bon. Sento mia madre: Vai dalla signora Celestina, chiedile il sale. Che palle.
Mamma però, sempre a me chiedi tutto, a tuo figlio mai niente vero?.Questa non è parità! Poi te ne vai in giro a fare ‘a cretina con le mimose l’8 marzo!
Mi accompagna con un vaffanculo mentre scendo al 2° piano. La signora Celestina sta sempre in casa. Busso due volte, mi è scappato il dito. Interminabili trenta secondi, quando apre trattengo la mano per non punirla. Appare lei in perfetta tenuta da ambulanza: orecchini e rossetto, profumatissima di Baygon, vestaglia rosa e pantofole con lo struzzo.
Tra i 50 e gli 80 anni, ma portati bene.
La saluterei affettuosamente, le racconterei due novità su di me così aggiorna l’archivio, ma vado al dunque: mi disse mia madre “se lo trova un poco di sale”?
‘Nca perciò, a bello cuore. Siediti, lo vuoi un sugo di frutta ? Rispondo di no: penso al suo ultimo ricovero.
Che dovevo fare? Mi accomodai. Tutto in ordine, come se aspettasse qualcuno. Carta da parati lavabile a fiori, odore di candeggina, plastica trasparente sulle sedie, una stella di Natale dorata in corridoio.
In ogni stanza un cestino di plastica di un colore indefinito tra il grigio topo e il marrone cacca di topo - che dai cinesi costa, beh forse te lo regalano - pieno di scatole di farmaci, disposte in ordine crescente di altezza: una parata di sbirri. A me non me ne fotteva niente, ma mi spiegò che il cestino della cucina ospitava tutti i farmaci legati alla digestione: Pantoprazolo, Lansoprazolo mi spiega che sono inibitori di pompa protonica. C’è anche il Metronidazolo che mi spiega essere un antifungino ma ci sta bene perché finisce in -olo. Poi Maloox e Gaviscon.
In bagno ci sono clisterini, ovuli, perette, antispastici, antidiarroici, pomate per la natura e per il fondamento. In camera da letto ansiolitici, farmaci per favorire il sonno, antidepressivi e stabilizzanti dell’umore a seconda dell’occorrenza - nasconde i profilattici della buon’anima.
Sono una donna organizzata io, mi dice con soddisfazione e direi anche con orgoglio. Sono un mezzo medico ormai.
Celestina aveva riempito la sua casa di “farmaci personificati”: per me ci parlava.
Presi il sale.  Signora Celestina, ma in salotto cosa ci tiene?
Sorride ed un po’ arrossendo mi risponde: ho il vermut, lo Strega e la sambuca per quando verranno gli amici.

Gisa Maniscalco

10 commenti:

  1. Carinissimo, con un finale che mi è piaciuto molto. Benvenuta anche a te

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  2. Ah ah! Davvero divertente e scanzonato. E brava GIsa!
    R.F.

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  3. Ahahahahahah dalla mano che viene trattenuta al sugo di frutta il passo è breve. Tra scatole di farmaci, un poco di sale, poi ci accomodiamo in salotto e un liquore alla fine ci sta. Brava Gisa!
    Nina

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  4. Divertente! Gli anziani e i farmaci. Le loro polizze vita a breve scadenza.

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  5. Benvenuta Gisa. Celestina conquista e diverte con poche battute ben azzeccate. Il sugo di frutta ahahahah

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  6. Molto dolce, patos non condiviso ma compreso, ai farmaci ci sparo tutte le volte che posso. Eppure lo so: è questione di chimica, ma non riesco a rassegnarmi al fatto che il mio corpo non si difenda da solo...mi ricordo quando avevo i dolori mestruali, cominciò così questa storia, mi rifiutavo di prendere gli analgesici, dicevo: tanto è solo un giorno e domani sarà bellissimo.

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