E poi si torna – in aereo, in auto, in treno –, esitazioni, preparativi, gli abiti, le scarpe (te le studieranno – la fattura, le cuciture, le screpolature della tomaia, le suole). Ti guardi allo specchio e già li senti: passano per tutti gli anni, eri un bel bambino, quante ne combinavi (non lo diranno ma tu lo sai, penseranno che sei invecchiato male, la pancia, come se a loro non spuntassero capelli bianchi, rughe). E pretenderanno che tu abbia avuto successo: se vai via è perché il paese non ti ha offerto nulla. Lo hai avuto?
