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giovedì 16 ottobre 2014

Persistenza della mollezza

Se nel bel mezzo di un sogno devo chiamare qualcuno al telefono, e solitamente si tratta di emergenze, dai pompieri alla polizia, ebbene, puntualmente la tastiera dell'apparecchio si scioglie, diventa floscia e molle come un budino, mentre io annaspo nella frenesia di comporre un numero dentro una gelatina di tasti spappolati. Come racimolare un 113 che scola da ogni lato? Un 112 che gocciola come gelato fuso al caldo di agosto? L'apparecchio telefonico, baluardo diurno di irrinunciabili comunicazioni, la notte, nei sogni, mi si scioglie.