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| ph: S t e f a n o M o l a |
sventrato, crepato, io ci cammino lento i passi falsi di un elastico allentato e addosso, file di case ruvide mi piovono addosso e hanno lunghe dita bluastre, hanno dita livide come lo spettro delle cose che resteranno ancora, le cose, nella loro identica posizione , anche dopo, come ora e come sempre, come ora che sono fuori dalla tua casa, fuori da te e dalle tue parole, in lenta dissolvenza, fuori dalle geometrie delle tue mani, dai cerchi volubili delle tue dita bluastre nell’aria livida di liti e rabbia dissolta in noia, sfumata in gesti di meccanica insofferenza.
