Quando Tita venne al mondo pelavano
cipolle. Le lacrime furono tante che anche le acque che la
contenevano si ingrossarono e proruppero imperiose sullo stesso
tavolo della cucina ove erano intente a cucinare. Quando seccarono
raccolsero tre sacchi di sale, sufficienti alla cucina per cinque mesi.
Il destino sembrava segnato. Tita
avrebbe cucinato tutta la vita e pianto di fronte alle cipolle, ma
soprattutto avrebbe accudito la madre, Donna Elena, fino alla morte come tradizione e compito dell'ultimogenita.