Dorme sopra un materasso
di piume d’oca, quanto di più morbido i suoi genitori abbiano potuto trovarle,
intorno cuscini e cuscini di seta.
La sua pelle lascia
intravedere i capillari, si avvertono le pulsazioni silenziose del corpo
minuto.
Non ha mai sopportato la
luce diretta del sole, non ci sono creme o balsami in grado di proteggerla.
Nella stanza da letto tutte
le forme appaiono indistinte, gli spigoli dei mobili si smussano, non ci sono
pericoli visibili.
Le dita lunghe giocano con
una biglia di vetro sulle pieghe molli delle lenzuola, si tocca il dorso della
mano, segue con i polpastrelli la tensione debole dei tendini.
