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lunedì 7 marzo 2016

La balena

Da piccola ero magrolina, ai tempi si usava dare le vitamine alle bimbe inappetenti. Quanti chili ne ho ingerite non saprei. Mia madre era sempre alla ricerca di soluzioni per farmi ingrassare, la bimba in carne era sinonimo di bellezza, io ero un grillo con gambe e braccia.
In compenso sono ingrassata da grande, effetto ritardato delle vitamine? Boh! Sta di fatto che ora sono un’abbondante 54, una curvilinea, diciamolo pure, una balena. Sì, perché è questo l’aggettivo che usa la figlia della cugina di mia madre nei miei confronti, ma lei lo dice in tono scherzoso perché è simpatica (tagliandole la testa). 
Un sabato sera a cena dalla zia lei portò il nuovo fidanzato. Veramente un bel ragazzone, ci scambiammo da subito sguardi di ammirazione, lei prontamente mi presentò come la cugina detta balena. Con grande risata risposi che ero felice di quel soprannome perché la balena è un mammifero particolare, vive in acqua ed io amo il mare, specialmente la balena azzurra ha una eleganza paragonabile ad una regina, poi è un animale romantico, nella stagione degli amori canta, accudisce i suoi piccoli come una vera mamma e nonostante la sua mole è un animale mite, non caccia altri pesci ma si nutre di krill filtrato attraverso i suoi fanoni. Mi sentivo Piero Angela in gonnella, ma vidi che mentre documentavo l’essere balena lo sguardo del nuovo fidanzato era fisso nel mio décolleté. Provai imbarazzo, sentivo che il colore delle mie guance diventava rosso vino, con una scusa mi allontanai per uscire a prendere una boccata d’aria. La ghiaia dei giardini è traditrice, mi giro ed era lui. Non so come, ma adesso nel mio décolleté non c’è il suo sguardo ma la sua faccia, il suo naso pareva un aspiratore del mio profumo, le sue labbra avide di morbido non smettevano di baciarmi.
Presi da tanta voglia inaspettata lo abbiamo fatto nella sua macchina parcheggiata la vicino. Il problema è stato ricomporsi e giustificare l’assenza prolungata. 
Rientrai dopo di lui e vidi lei che lo stava cazziando ben bene, poi si girò a guardarmi con uno sguardo indagatore e assassino, non so cosa le abbia detto ma da quella sera non mi chiama più balena.


 Caterina Guttuso