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lunedì 13 marzo 2017

fare solo ginnastica non aiuta

fare solo  ginnastica non  aiuta. chiediamoci sempre dove siamo.. azioni concrete.

sfruttiamo  da fuori i nostri mondi esteriori, nessuno ci  segue. proviamo ad avere il gusto del momento, il vero trucco è far capire che è tutto molto più semplice. c’è il movimento il tocco le dita si muovono con una tecnica perfetta a dirigere un’orchestra immaginaria, se vuoi puoi essere più preciso.
italia, italia, siamo uniti da un ritmo.  i papillon sistemati a ritmo. le sale dorate.  a  bordo le signore con i ventagli e i vestiti da sera guardano con attenzione sotto. laggiù si  guardano attorno il violoncello ha attaccato con la prima nota, nuota nel tempo. sono ora in movimento entrano le ballerine con i tutù cipria. cosa  accade? ccegliamo insieme, siate  precisi. plie
italia, gloria insieme.    ci inginocchiamo e cambiano  atteggiamento, il pubblico si sventaglia e  si gode  il gusto del momento. capiamo in che storia  siamo, potere.
indossa  la sciarpa rossa come  fellini.
frutta ancora oggi  l’armonia.
 ho attraversato la piazza intorno al duomo  un quadrato perfetto era  sera  e nevicava uscita  da quel momento ha smesso.
una classe di creativi con  il  carica mac in mano avvista pernici nei giardini irreali.
questo  posto è  pieno di energie ho  dovuto chiamare un gruppo di angeli con la ventiquattrore crediamo mappe originarie per sentirci al sicuro.
descriviamo la struttura ossea delle orecchie delle  lepri, per vedere che ci siamo.
fuori c’è il sole ha appena  piovuto e io vedo le ombre delle  nuvole sulle  pozzanghere  vanno così  veloci che ne rimane un ombra.
il sole brilla, lei  si sente carina come un cocker spaniel fulvo con il  pelo inzaccherato di fango.  si sente  estremamente allegra , spigliata e sicura si sente  dotata di frange e con una pelle setosa vede il suo collo  moderatamente muscoloso.  nuota e fa un moto discreto.
il polo  è uno sport per  poveri uomini. tafferugli  per  tutti come un tempo  nelle taverne.
oro sugli spalti  e a teatro sta per arrivare la primavera sacra.
il sole brilla su di te ti dico che sembri più bionda ti dico che sei più bella perché riduci della tua anima nazista. mi giro e ti dico che hai gli occhi da matto, come se avessi attraversato tempo separato lo spazio. lars von trier ha sviluppato un ordine cosmico per scappare alla  sua famiglia hippy ha voluto mettere in ordine il mondo e  progettare cataclismi.
 eppure non riesce ad uscire da quella da sola con l’indice e il pollice ci vogliono sei mani per uscire vittoriosi.
 respira  nella  vasca di deprivazione sensoriale. non senti niente sei al  buio flutti nell’ambiente senti il  tuo peso. sei al  buio.
tatami sensoriali siedi a riva del  fiume e guardi gli aironi appostati sugli scogli a prendere i pesci,  tu sei li che guardi li osservi e pensi.
italia italia sei passato in farmacia e ti hanno prescritto la malva per la tachicardia, storici di gabbiani nell’aria. vibra basta il fiume.
sei  troppo paurosa, ti scavi  tunnel  per proteggerti dal mondo fuori. piano piano le tue orecchie si allungano e si coprono di pelo le unghie si compattano e si allungano e i denti si ingialliscono.
piccole e  tumultuose onde cantano una canzone del risveglio.  una piuma nell’aria.  leggerezza ecco quello che sto  cercando.
hai la capacità di creare catastrofi come mondi bellissimi. dove ti rifugi ? chi  ti protegge?
 ho piantato un pesco per farlo fiorire in giardino, l’hai  disseppellito e ne hai  fatto una  collana.
 cosa ci servono i fiori o la  frutta se a noi   dona la vita il sole?
sono leali, amano ogni altra  guida e scout.
 capiamo in che storia siamo potere.
sei ancora  debole?  cosa  suona l’orchestra  fuori?
wagner o forse è  vivaldi.
mi piace andare al cinema adoro il teatro non guardo lo spettacolo guardo le facce.
ritmo la  fuori precisi nei  tafferugli delle tane.
non è  vero che sei una lepre nel è possibile  scavare le tane nella  luna come ti diceva tua  madre.
lei  gira ciclica e  ti nascondi, tachicardia è per la paura di esprimere i sentimenti. il pescatore getta la lenza al fiume, dietro graffiti.
nostra madre a quest’età era già madre e te non sai neanche cosa  farai  fra una settimana.

 cerchi annunci di lavoro per stare bene bisogna  crescere.
la sciarpa rossa di fellini che lui ti aveva regalato al  ritorno del nepal si è intrisa della  tua anima hai solo potuto tagliare le  frange nel  tentativo di renderla più antica.
fare ciò che si deve o fare quello che ci fa stare  bene?
forza con il  tocco esteriore.
hai  visto un ragazzo che correva e l’hai assunto  come produttore solo perché  ti ricordava chi era reale.
gli hai chiesto per caso se ha visto gesù?
gesù veramente  ti ama?
mi ha abbracciato per  scaricare la  tensione, io mi sono irrigidìta  come un iguana, io non credo in un dio in pvc  trasparente.

applausi sipario.


Irene Dorigotti

6 commenti:

  1. irene mi sconvolge sempre e mi spinge a pensare a nuovi modi per scrivere
    gd

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  2. La scrittura di Irene è questa. Se esiste un modo per sfuggire alle "regole" della narrazione - cioè coerenza e puntualità - dall'incipit dall'epilogo, seguendo una trama precisa, ecco che Irene ci mostra come si fa, la sua è una abilità straordinaria (ortografia a parte). Ogni paragrafo è un palcoscenico, capace di mettere in scena i mille aspetti della vita, dei sentimenti, e non ti importa nulla del come comincia e come finisce la storia, perché finisce sempre che sei soddisfatta di leggere cose così.

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  3. Davvero una scrittura al di fuori dai soliti schemi, sembrano appunti, schizzi di vita, forse tratti da un quotidiano vivere. Pensieri su come sarebbe dovute essere le cose e invece sono. Mi piace molto questa voce narrante tumultuosa, che si osserva e si giudica. Scoprire e leggerti.
    Nina

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  4. Scrive da un ponto di vista mobile Irene, mi ricorda qualcosa che avevo scritto l'anno scorso e che non ho avuto il coraggio di pubblicare...dai giovani si impara sempre.

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  5. Che da sempre ci ho un debole anch'io per ID, una scrittura che travolge e trasforma in perle anche i refusi, sugli "storici di gabbiani" però ho qualche perplessità. (emoticon cancellaformattazione)

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  6. Scrittura provocatoriamente personalizzata che diviene per il lettore sfida interessante e propositiva.
    L'assoluta mancanza di una pur minima punteggiatura canonica mi rimanda a Saramago, ma quella è un'altra storia.
    li

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