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lunedì 6 marzo 2017

L'ambulatorio

L'ambulatorio è pieno, distinguo ogni malessere, riconosco ogni malattia.

Le parole già scagliate con la fionda hanno fatto i lividi su parecchie braccia, e vedo petti ansimanti, segni tangibili di troppa rabbia in corpo.

Sento alcuni farfugliare sottovoce, l'escandescenza ha solo parole pasticciate, ed è così che inizia: sommessamente.

Attendo il mio paziente, so che non tarderà.
Il rialzo di pressione avvampa molti visi, e noto dita frementi e labbra rosicchiate. Ci vorrebbero acqua benedetta e sale, ahahah.
Ma io non ho cerotti, né bende e neanche museruole, poi manca pure il medico!
Aspetto il mio turno perché ho da esprimermi per bene, ed ho bisogno del paziente giusto.
Non tutti sono uguali, non tutti ricettivi, non tutti refrattari, non tutti.
Quello che sono si vedrà ben presto, l'aria è satura, la sento pressare sulle costole degli infermi.
Si agitano sulle sedie, scomodi gradini per questa strana attesa.
Trattengono il respiro, inghiottono saliva.
Il mio paziente sarà quello giusto.
Si apre la porta, lo riconosco, è lui.
No, non ne aspetto altri.
Ha l'occhio acceso, lo sguardo incandescente, i pugni stretti, è quello che mi basta.
Io sono l'ira e scatenerò l'inferno.

Adelaide J. Pellitteri

20 commenti:

  1. questo pezzo fa paura, Buzzati in salsa splatter.
    a cosa ti sei ispirata?
    gd

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    1. GD l'idea mi è venuta ascoltando il resoconto in crescendo di una lite e siccome l'Ira (che è il peggiore dei mali) rappresenta la degenerazione e il culmine della lite stessa, mi ha stuzzicato l'idea del racconto. L'ambulatorio mi è sembrato il luogo ideale per fare incontrare più mali, sia quelli subiti sia e quelli che da infliggere. Dopotutto si soffre anche fisicamente durante le liti, no?

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  2. Rabbia, forza, dolore, un brano davvero intenso. Il non tutti ripetuto e l'incipit in cui si è consapevoli regalano una scrittura matura. Una Jole che sa e dice proprio quello che vuole fino alla fine promessa inclusa. "Io sono l'ira e scatenerò l'Inferno. Fantastico! Brava così si scrive, aiuta!
    Nina

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    1. Grazie Nina, più di questo apprezzamento cosa posso aspettarmi? Grazie davvero.

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  3. A me è piaciuta moltissimo la frase finale e l'idea di dare voce alla rabbia (di sicuro meglio che in "In & Out"). La scelta dell'ambulatorio medico mu ha disorientsta, all'inizio, ma il racconto è molto ben condotto quindi mi ha riorientata prestissimo. Bella idea e bella scrittura, Jole

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  4. L'ira è sintomo di una umanità malata? Di quale malattia? Mi chiedo. Non ci sono anticorpi in questo corpo malato. Può essere la pazienza la cura? No. Oppure l'indifferenza o l'apatia? Forse preferiremmo il silenzio. Invece di preoccuparci del sintomo - l'ira - dovremmo preoccuparci della causa.

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    1. oppure è il "medico"? Ripensandoci, come la metti è il medico che attende il paziente...dunque l'IRA cura?
      Non mi è chiaro.
      Il mio commento ha preso un percorso diverso dal tuo brano, temo. :(

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    2. Non sempre è possibile condurre dentro il proprio pensiero un'altra persona e riuscirci con un racconto brevissimo come questo è quasi un terno all'otto. L'ira è il virus che agguanterà il paziente (non tutti sono ricettivi non, tutti refrattari), all'Ira - il peggiore di tutti i mali - occorre il tipo già ben disposto (diciamo già mezzo "influenzato"). Il resto delle tue perplessità credo di averle spiegate nella risposta che ho dato a GD. Grazie per avere riflettuto ed esserti posta queste domande.

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  5. Poche righe capaci di descrivere un "malanno" sentimentale dall'esterno e dall'interno di chi ne è "affetto". E poi la sua materializzazione in una creatura che si presenta come demoniaca. Fantastico!!!!

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  6. Cara Jole, sempre più originale, sempre più misteriose ed intriganti le tue pagine. Dove compri l'inchiostro con cui scrivi? Non lo so. So che è di ottima fattura.
    Annabella Di Vita

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    1. Grazie Annabella, magari è perché confrontandoci stiamo crescendo insieme, che ne dici?

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  7. wow, anche se letto in ritardo, mi piace questo covare dell'ira sotto la cenere della sala d'attesa, sembra una cosa viva, una bestia selvaggia in agguato. (scatenerò l'emoticon)

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    1. Grazie Raimondo, esattamente quello che volevo!

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  8. Se lo ambientavi al Pronto Soccorso ira ne avresti trovata a bizzeffe! In anbulatorio è meno ovvio! Con poche parole esprime grande intensità sempre brava!

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  9. Questo brano è intrigante e invita alla riflessione.
    Mi è piaciuto molto, Jole.
    li

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