Oggi Ciccio cucina. Taglia sedano, carota e cipolla a pezzi piccoli, più piccoli che può. Poi, mentre versa il macinato di manzo e quello di maiale sul soffritto che sfrigola, cerca di ricordare quanto tempo deve cuocere, rilegge il messaggio con le istruzioni su Whatsapp, ma doveva sembrare irrilevante: decide che lo sarà anche per lui – finché non è cotto, pensa. Nel frattempo mette dell’acqua a bollire, poi ci versa il riso. Controlla su uno scontrino quanto è costato lo zafferano. Mentre il riso e il ragù cuociono, prende il pane dalla credenza sperando che si sia solo indurito e non ammuffito e nota con sorpresa che così è: ne fa pangrattato con la grattugia che non è sua. Si rende conto che nessuno farebbe un lavoro del genere per una persona sola – al suo posto chiunque starebbe mangiando pizza surgelata – ma i coinquilini possono essere utili ogni tanto e il ragù si può congelare e farci la pasta quando gli va. Esegue gesti precisi, lava tutti gli utensili appena può senza creare pile nel lavandino, mescola spesso, assaggia. Poi affonda le dita nel riso e vede le mani di sua madre, i chicchi gialli appiccicati, il modo in cui dà loro una forma concava, la cura con la quale avvolge il ripieno con altro riso.
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martedì 8 novembre 2016
mercoledì 24 febbraio 2016
“Alla fine del pranzo venne servita la gelatina al rhum” - Il gattopardo raccontato dalle cameriere
… insomma, viene Gerlando, colla
faccia grave che si mette per annunciare gli ospiti di rispetto, e mi dice:
“Sua Eccellenza ha gradit!” Dice proprio così, quel vecchio ubriacone, gradit.
Io lo so che significa: ora si mette
a raccontarmi le facce che ha fatto il Principe mentre se lo mangiava, questo
dolce che fa venire l’acquolina in bocca ai morti.
lunedì 6 luglio 2015
Il maschio domestico e il raù
Il maschio domestico è, nella maggior parte dei casi, un individuo in possesso di normale autosufficienza deambulatoria. Dotato di capacità visive ed olfattive superiori agli altri primati, il maschio domestico è in grado di sfruttarle convenientemente per la ricerca del cibo all'interno della tana, riuscendo a pervenire agli anfratti più riposti dove la femmina nasconde le riserve magnatorie, spesso escogitando astuzie non comuni per addivenire allo scopo. martedì 23 dicembre 2014
Orrori natalizi: Il cato del nonno
Eppure io ogni anno lo dico che è meglio che il nonno resti a casa. Ma le mie cugine non ascoltano ragioni. Dai, potrebbe essere l'ultimo Natale e il nonno è affezionato a te; ne morirebbe se sapesse che non lo vuoi! Ne morirebbe? Questo Natale potrebbe essere l'ultimo? Sono più di quaranta anni che sento ripetere sempre le stesse frasi e che mi assuppo il nonno con la scusa che lui vuole bene di più a me. Ha 97 anni e, non si regge in piedi, non si sa mantenere più. In che senso vi chiederete. Mangia quantità enormi di cibo che gli è stato proibito dai medici e poi non lo trattiene. Si lascia andare che è un piacere. - Nonno nonno, non mangiare più! Macchè, è rinco e nemmeno ci sente, ma anche se potesse non ascolterebbe per farci dispetto. Per tutti i pranzi di Natale, da quando ho imparato a stare a tavola, è stato sempre presente, ogni anno, come le lasagne, l'arista e la cassata.
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