Oggi Ciccio cucina. Taglia sedano, carota e cipolla a pezzi piccoli, più piccoli che può. Poi, mentre versa il macinato di manzo e quello di maiale sul soffritto che sfrigola, cerca di ricordare quanto tempo deve cuocere, rilegge il messaggio con le istruzioni su Whatsapp, ma doveva sembrare irrilevante: decide che lo sarà anche per lui – finché non è cotto, pensa. Nel frattempo mette dell’acqua a bollire, poi ci versa il riso. Controlla su uno scontrino quanto è costato lo zafferano. Mentre il riso e il ragù cuociono, prende il pane dalla credenza sperando che si sia solo indurito e non ammuffito e nota con sorpresa che così è: ne fa pangrattato con la grattugia che non è sua. Si rende conto che nessuno farebbe un lavoro del genere per una persona sola – al suo posto chiunque starebbe mangiando pizza surgelata – ma i coinquilini possono essere utili ogni tanto e il ragù si può congelare e farci la pasta quando gli va. Esegue gesti precisi, lava tutti gli utensili appena può senza creare pile nel lavandino, mescola spesso, assaggia. Poi affonda le dita nel riso e vede le mani di sua madre, i chicchi gialli appiccicati, il modo in cui dà loro una forma concava, la cura con la quale avvolge il ripieno con altro riso.
Visualizzazione post con etichetta arancina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arancina. Mostra tutti i post
martedì 8 novembre 2016
lunedì 9 marzo 2015
L'arancina
‘U zu Totò, ogni domenica mattina, piovesse,
tuonasse, o addirittura nevicasse, a meno che non fosse costipato o con il
femore rotto, lui doveva mangiare un'arancina, e anche due se la sua squadra
giocava in casa, perché diceva che portava bene. Ma, mica una arancina normale,
lui mangiava quelle da mezzo chilo a salire, e con la carne le voleva, anzi con
il capoliato, che era uomo di salde tradizioni, e quando una volta aveva
sentito chiedere da un catanese di passaggio un arancino, in tre lo avevano dovuto tenere, e il catanese se ne era
dovuto andare di corsa. L'arancina è fimmina, e come la fanno qui, è una bomba.
Etichette:
Adele Musso,
arancina,
cibo,
cina,
frittura,
olio,
ragu',
riso,
tradizione
Iscriviti a:
Post (Atom)

