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venerdì 4 dicembre 2015

Cinico Natale: Il cascione del nonno

Zio Pietro, con il cascione del nonno morto in mezzo alla stanza da pranzo come dobbiamo manciare stasera? Ca’ mignazza il nonno se la conservò per la vigilia di Natali per muoriri, che non ci venne la pensata che ci avesse rotto i melloni d’inverno con questa moruta fuori tempo, vuol dire, u picciriddu nasci e iddu si prenota u campusanto. Le cose sono due: o per la vigilia ci manciamo un panino, oppure ci mettiamo un tavolone sopra il cascione del nonno e cunzamo, ca macari macari u nonno sente il ciavuru ra pasta cu bruaru di teste di capretto e attisa, resuscita.

lunedì 2 novembre 2015

AAS VINTAGE: Attorno allo zio moribondo

Di tutte le questioni alla fine non sarebbe rimasto che uno sguardo di sdegno e uno sputo non lanciato.

La famiglia era riunita attorno al letto dello zio senza figli, in ospedale l’aveva detto il dottore, quanto dura dura.  La zia era lì – che se ne deve fare lei delle proprietà, neanche nipoti dal lato di suo fratello ha; è giusto che la proprietà resti da questa parte della famiglia, ci sono i nipoti maschi che portano il cognome. Tutti attorno al letto, gesù giuseppe e maria, a guardare lo zio e la sua pelle sottile che copriva gli zigomi sporgenti, maria giuseppe e gesù, che malo colore: meglio sta, è sereno. 

giovedì 28 maggio 2015

Al funerale di Mauro Rostagno

Forse è un incubo tra poco mi sveglierò e sarà tutto passato o forse è una brutta fiction e non so perché la sto guardando, le fiction in genere non mi piacciono, durano troppo ma questa si esaurisce in un’unica puntata: c’è un morto assassinato ma non c’è un colpevole; già, la giustizia ha i suoi tempi, si può svegliare dopo tanto tempo e decidere la colpevolezza di alcuni anche se non ci sono prove, o può dormire per venti anni senza venire a capo di niente.

venerdì 16 gennaio 2015

Nonno, dove hai messo il libretto?

Già il sacerdote ha assolto le somministrazioni ed ora, affranti, i congiunti si alternano per le esequie davanti al giaciglio di dolore. Che variano per condizione sociale ed ambientazione.
Qui siamo in un ospedale regionale,dove un paravento separa il morituro dai recenti chirurgizzati.
Gaetano Gaetanino Gaetanuzzo, dove hai messo il libretto?
(rantolo ssssssssssssssssss)
Papà, a mamma unnà caputo nienti. Dove hai messo il libretto?
(cornuto d'un figghio, po' fetere)
Nonno, nonnino, la mamma mi ha detto che mi hai lasciato un ricordo tuo. Dove lo hai messo?
(nel water insieme a tua nonna ed a tua madre)
Gaetà, lo sai che dobbiamo pagare il mutuo. Le tue sorelle ti sono sempre state vicine.
(e via una gran scorreggia)