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martedì 3 febbraio 2015

Gomez

Gomez, è così che si chiama. O almeno, è così che l’hanno chiamato. Sua madre doveva essere una brava donna.
La pioggia aveva la meglio sulla mia faccia stanca e i ragazzetti organizzavano tornei di calcio nel centro sociale. Sapete, l’Africa è stata nei miei pensieri per tre quarti della giornata. Il Senegal si estende per oltre duecentomila chilometri quadrati, eppure Gomez è a Palermo, in un vicoletto vicino Piazza San Domenico. 

lunedì 28 luglio 2014

Morire ascoltando Annalisa Minetti

Doveva essere una congiura contro di lui. Già c’era quella stolita tritacabbasisi di sua moglie, che da quando lui apriva gli occhi con la mattinata fino a quando si andavano a coricare, se le inventava a raffica le torture, che forse durante la notte, invece di dormire, ne rumuliava di nuove per l’indomani. Non bastava! Ora c’era pure lo stereo a tutto volume della nuova vicina, una quarantenne sulla via della zitellaggine fissata con una cantante che doveva conoscere solo lei, con una voce assiringata che gli aveva fatto venire i vermi mentre si stava appennicando sulla sdraio nel terrazzino.