Poche
parole per dirti che mi manchi e tanto, mai lo avrei pensato. Me lo
avevano detto che poteva finire così, e non ci volevo credere. Una
si alza una mattina e non ti trova più e ti cerca in giro per casa, nell'insegna dell’autobus che dondola un po', nella TV via cavo,
ma non ci sei. Sei via ormai da ore, forse da giorni o da anni, ma me
ne rendo conto solo adesso. Presa dal presente e proiettata nel
futuro, non ti ho più cercato, è vero. Mi sono assuefatta alla tua
assenza e solo ora mi accorgo di essere fuori tempo. Ammetto le mie
colpe.
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giovedì 16 febbraio 2017
martedì 31 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: Una lettera da Milano
Non te la
scopi una lettera, ma la puoi baciare. Puoi andarci al mare con una
lettera nella borsa, tenerla sotto il cuscino e dormirci sopra -
quante volte l’ho fatto. Puoi sognare - e diventa esperienza aptica
ma senza colori - il giorno che l’hai ricevuta e hai fatto i
gradini di corsa, l’hai aperta con cura - il tagliacarte, coltello
d’argento della nonna lama ancora affilata e punta tonda, dove l’ho
messo. Magico rito del rincorrersi tra le parole fitte, e dirsi tutto
- cose sciocche , dove però c'è intero, il tuo giorno e le ore
dense dei ritmi della notte - sole, io qui a leggere e lei lì a
scrivere.
lunedì 30 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: Fototipo 1

Le nostre teste si
sfiorano, abbiamo unito le tovaglie, un unico lungo corpo. Io sono bionda,
scialba, indosso una ridicola cuffia su cui sono cuciti dei fiori all'altezza
delle orecchie. Non mi piace il sole, la pelle si arrossa, fototipo 1. Lei è
bruna, occhi grandi, acquosi, non si scotta, diventa d’ambra, ancora più bella,
se possibile. Io sono la sua migliore amica. Siamo amiche dai tempi dell’asilo.
Non è vero del tutto.
Sulla battigia ci sono dei
pesci piccoli, le squame hanno perduto lucentezza, prosciugati dall’interno,
senza vigore, gli occhi eternamente sbarrati. Ma i pesci hanno le palpebre?
Gli anni ci hanno visto
procedere, questo bizzarro animale a quattro zampe, due teste, due cuori. Ho dovuto
correre per reggere il suo passo, per non strisciare dietro di lei.
- Vuoi
dell’acqua?
- No,
ma voglio fare il bagno.
- Sì,
certo.
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lunedì 16 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: La posso consegnare io questa lettera?
La posso consegnare io questa lettera, la dia a me. - Ma lei è una parente?
-No, sono un’amica. Non sta bene, la signora è al letto con la febbre! - Non gliela posso dare.
E così il postino s’attacco al campanello del citofono fino al punto da farmi alzare dal letto.
Franca scese lo stesso e s’affaccio al portone.
Era un avviso di ritardo di pagamento, una cosa molto personale, ma Franca non fa caso a certe cose. Abitiamo accanto da trent’anni, non ci frequentiamo, ma siamo amiche.
-Non ti sei offesa, vero? Sapevo che eri a letto…me lo ha detto tuo figlio stamattina.
-Certo che no, l’avrei fatto anch’io…oggi sto meglio, grazie, ciao, ci vediamo.
-No, sono un’amica. Non sta bene, la signora è al letto con la febbre! - Non gliela posso dare.
E così il postino s’attacco al campanello del citofono fino al punto da farmi alzare dal letto.
Franca scese lo stesso e s’affaccio al portone.
Era un avviso di ritardo di pagamento, una cosa molto personale, ma Franca non fa caso a certe cose. Abitiamo accanto da trent’anni, non ci frequentiamo, ma siamo amiche.
-Non ti sei offesa, vero? Sapevo che eri a letto…me lo ha detto tuo figlio stamattina.
-Certo che no, l’avrei fatto anch’io…oggi sto meglio, grazie, ciao, ci vediamo.
giovedì 9 ottobre 2014
Pioggia di marzo
È inesprimibile il concetto secondo il quale
due anime sopraffine si possano unire in questo modo. Riesco vagamente a
concretizzare l’idea di averti trovata tra questa folla di gente. E’ per me una
ragione di vita condividere le mie emozioni con qualcuno che realmente le
apprezzi, quindi ti chiedo di essermi sempre fedele. Vorrei fare di me il tuo
eroe, ma non è di certo un’impresa facile per militanti come noi. Abbi fede
nella libertà, al tuo sogno più intimo e alle stelle che sopra di te esplodono.
Tutti questi mesi (lunghi mesi) a patire una solitudine intellettuale fuori dal
comune, a vagare nella città in cerca di sguardi momentanei e pericolanti come
i palazzi che quieti mi circondano.
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