Trovarsi in età adulta è mestruo di vecchia, atteso con dolore e
stentato, rosso scuro, che è la giovinezza meravigliata di tutto a
dare vigore e forza al flusso liberatorio di sterili epiteli
ipertrofici, come all'amicizia.
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giovedì 2 marzo 2017
mercoledì 22 febbraio 2017
Amicizia ritrovata: Naufragio
L'acqua scorre a dirotto sui vetri, cola a secchiate. Alessandra è ferma, un bivio le divide la strada, accosta, fuma e si ritrova a volerla finire con calma, quella sigaretta, aspirandone ogni boccata. Le serve per riflettere, accumulare tra idrocarburi e catrame la forza necessaria per lottare contro il muro d'acqua che non è acqua, è cemento che sta sigillando, circondandola, ogni poro della pelle.
Compone il numero e sa che ritroverà un muro alto da quella parte. Non trema, sente la voce alterata riconoscendola. Tutto si spiega con poco, l'impossibilità ad infrangere il muro di cemento che è diventato d'acqua davanti ai suoi occhi.
venerdì 17 febbraio 2017
Amicizia ritrovata: Nessuna malinconia
Ci sono
parole che più di altre alimentano le amicizie, le alimentano a lungo, sino a
quando è possibile.
Altre no.
martedì 7 febbraio 2017
Amicizia ritrovata: Ricordi?
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martedì 31 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: Una lettera da Milano
Non te la
scopi una lettera, ma la puoi baciare. Puoi andarci al mare con una
lettera nella borsa, tenerla sotto il cuscino e dormirci sopra -
quante volte l’ho fatto. Puoi sognare - e diventa esperienza aptica
ma senza colori - il giorno che l’hai ricevuta e hai fatto i
gradini di corsa, l’hai aperta con cura - il tagliacarte, coltello
d’argento della nonna lama ancora affilata e punta tonda, dove l’ho
messo. Magico rito del rincorrersi tra le parole fitte, e dirsi tutto
- cose sciocche , dove però c'è intero, il tuo giorno e le ore
dense dei ritmi della notte - sole, io qui a leggere e lei lì a
scrivere.
giovedì 26 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: Cristina A.
Scorreva di fretta, sul cellulare si aprivano notifiche, post, twitter e poi le chiamate non risposte, i numeri conosciuti, sconosciuti. I messaggi di lavoro, di simpatia, di dovere, d'amore. La giungla era fitta. Ripose il cellulare, le multe perl'amordiDio, meglio di no. E anche passare col rosso, non sia mai. Un trillo la distrasse. Guardò nuovamente la tastiera: messaggio da Cristina A. Ma esisteva ancora Cristina A.? Si una vita fa, ma tanto tempo fa. Che succede? Aprì più per curiosità che per reale interesse. Non sia mai. Quella era disturbata.
lunedì 23 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: Alta tensione
Cavi dell’alta tensione
che attraversavano la campagna da palo a palo, appena arrivati al casotto degli
attrezzi il piccolo aveva lanciato l’aquilone che quasi subito si era
impigliato intorno ai cavi, gli storni avevano fatto un salto e si erano
spostati sui mandorli in attesa che si fermasse la vibrazione, che granmogol aveva buttato in aria quattro madonne e lo aveva sollevato per
un’orecchia - il piccolo aveva trentadue anni, ma era grande quanto un bambino
di otto anni e mezzo, più o meno - lo aveva sbattuto un po’ di qua e un po’ di
là, poi gli aveva urlato di andare a recuperare l’aquilone, così adesso doveva
pure arrampicarsi su per il traliccio, con l'orecchia che gli faceva male, e comunque si era anche un po’ offeso.
lunedì 16 gennaio 2017
Amicizia ritrovata: La posso consegnare io questa lettera?
La posso consegnare io questa lettera, la dia a me. - Ma lei è una parente?
-No, sono un’amica. Non sta bene, la signora è al letto con la febbre! - Non gliela posso dare.
E così il postino s’attacco al campanello del citofono fino al punto da farmi alzare dal letto.
Franca scese lo stesso e s’affaccio al portone.
Era un avviso di ritardo di pagamento, una cosa molto personale, ma Franca non fa caso a certe cose. Abitiamo accanto da trent’anni, non ci frequentiamo, ma siamo amiche.
-Non ti sei offesa, vero? Sapevo che eri a letto…me lo ha detto tuo figlio stamattina.
-Certo che no, l’avrei fatto anch’io…oggi sto meglio, grazie, ciao, ci vediamo.
-No, sono un’amica. Non sta bene, la signora è al letto con la febbre! - Non gliela posso dare.
E così il postino s’attacco al campanello del citofono fino al punto da farmi alzare dal letto.
Franca scese lo stesso e s’affaccio al portone.
Era un avviso di ritardo di pagamento, una cosa molto personale, ma Franca non fa caso a certe cose. Abitiamo accanto da trent’anni, non ci frequentiamo, ma siamo amiche.
-Non ti sei offesa, vero? Sapevo che eri a letto…me lo ha detto tuo figlio stamattina.
-Certo che no, l’avrei fatto anch’io…oggi sto meglio, grazie, ciao, ci vediamo.
venerdì 13 gennaio 2017
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