Infilare
la testa sotto la sua veste (non gli importava che i miei capelli non fossero
freschi di shampoo), frugare nell’oscurità del suo abito, violare la cripta. Non la toglieva mai, una volta o due gli vidi allentare il
colletto, abituato com’era alle alte temperature, all’arsura e alla fatica,
(era il modo per ricordarmi chi fosse e a chi doveva obbedienza), - io la
serva, sua e di Dio.
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mercoledì 10 giugno 2015
lunedì 9 marzo 2015
Mimosa per un giorno
Mi chiamo Acacia Albeata ma così il mio nome non dice nulla, meglio usare il mio nome comune, mimosa. Sì, esatto, io sono quell'albero con fiori gialli limone a pallini che riempie di colore le strade e le campagne in primavera. La mia infiorescenza è nota in tutta il mondo da quando, quasi settant'anni fa, la comunista Teresa Mattei dell'Unione Donne Italiane mi scelse per simboleggiare la festa della donna anche se il mio dovere lo faccio da oltre 100 anni quando mi scelsero per commemorare alcune operaie americane morte durante un incendio in fabbrica.
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