Nni sacciu di cuori, io, che al macello ne vedo ogni giorno almeno una quattrina - belli grossi, di vitelli adulti, o piccoli, di animali scannati giovani che hanno le carni più tenere.
Visualizzazione post con etichetta valentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta valentino. Mostra tutti i post
venerdì 10 febbraio 2017
venerdì 3 giugno 2016
Roby Facchinetti, mon amour
Stamattina Roby si è alzato presto.
"Dove vai?" - gli ho chiesto.
"Prima di andare in sala di registrazione vado a fare jogging, piccola"
“Ma che dici?"
"Scusa, piccola, volevo dire che prima di andare in sala di registrazione vado dal barbiere a tagliarmi i capelli"
Sì i capelli! Ma se usa il parrucchino da anni?
mercoledì 16 marzo 2016
Amore XXL
respiro dell’universo, luce di
perla, perdona se le mie parole così limitate non rendono a pieno la rotondità
del tuo essere che grava e non passa
inosservato sulla pelle del mondo, se nessun vorticare di serpenti può
paragonarsi alla tua scivolosa chioma di moderna medusa, ma tant’è…
Etichette:
amore,
marisa vinci,
san valentino,
valentino,
XXL
mercoledì 17 febbraio 2016
IL DIVINO PRIAPO CONTRO SAN VALENTINO
Mi ha fottuto! Il posto in calendario, intendo.
Il mio nome, il giorno degli innamorati, sarebbe stata un’esagerazione e avrebbe dato fastidio a tanti. Pure a lui, il festeggiato. Non è mai troppo tardi per cambiare. Il mio nome sul calendario farebbe la sua figura. Immagino la conduttrice dell’Almanacco apparire in tv e annunciare tutta eccitata: “Oggi, 14 febbraio, si celebra il divino Priapo, quello con la prolunga!” Beh, forse non parlerebbe esplicitamente di prolunga. Userebbe un sinonimo meno d’impatto o un lungo giro di parole. Solo il mio nome è corto. E almeno quello, tutto in lunghezza, per esteso, ci andrebbe bello stampato sul rettangolino del calendario accanto alla data del 14 febbraio o anche il giorno successivo. Perché così il giorno prima si festeggia l’innamoramento e il giorno dopo…
A tutti piace. È inutile girarci attorno. Una volta tutti mi omaggiavano. Oggi in pochi si ricordano di me. Solo i più dotati di memoria, quelli culturali, quelli che hanno studiato la storia e la mitologia greca. Perché io sono un mito. Insuperabile nell’estensione dei secoli. Ma ci vorrebbe oggi un nuovo riconoscimento, così la mia fama si riallungherebbe per altri millenni. Io ce la vedrei ancora una festa dedicata a me come ai tempi dell’antica e gloriosa Roma. Immagino la gente in piazza innalzare alti cartelli, intonare gioiosi inni a quello che più mi rappresenta. Chi si scambia più oggigiorno bigliettini con su scritto: “Ti amo. Sei nel mio cuore”. Roba da infarto! Una volta, almeno, ti sforzavi. Stavi giornate intere a scrivere, fondendoti con la persona amata, alla ricerca delle parole giuste, ispirate, personali, uniche. Ora è tutto facile. Hai tutto impiattato. Vai su Google, digiti “amore”, e ti esce un numero infinito di frasi fatte, citazioni, belle parole che farebbero innamorare chiunque: “Minchia che sei bravo: un poeta! In quale sito sei andato? Dammi il link che ti rispondo”. È bellissimo! Internet ti toglie la parola dalla bocca. Per la mia festa vorrei che innamorati e amanti si regalassero solo statuette con le mie fattezze per ricordarsi, che il sentimento dell’amore è importantissimo, ma lo sono anche i gesti e l’atto dell’amore. Senza, sarebbe stato davvero dura per la specie. Dura ad andare avanti, dico.
Ora si fa protetto. Ed è giusto di fronte a terribili malattie. Ci si ama al sicuro, eroicamente, fottendo i virus che, invidiosi di cotanto piacere, ci vorrebbero tutti morti nell’adempimento del nostro dovere. E i figli? Non si fanno più figli. Senza figli, si andrà all’estinzione della specie. E chi lo farà l’amore sulla terra? I virus? Una volta, senza televisione, senza giornaletti, senza cellulari con collegamento internet, senza i video su WhatsApp, un uomo e una donna avevano il passatempo e i figli si facevano a ciclo continuo. Ma ora? Sensibilizziamo la gente ad amare, ad amarsi e a riprodursi. I figli sono la vita oltre che il frutto dell’amore. Inseriamo una ricorrenza dedicata proprio a questo nella costituzione di ogni Stato. Quel giorno usciamo anche ignudi, senza vergogna, ma profumati e puliti. Parteciperò pure io, da redivivo. Mi dovrete aspettare, però. Non sarò puntuale. Avrò i miei ingombri da pulire. San Valentino capirà e chiuderà un occhio. Meglio due, così non si spaventerà.
Il mio nome, il giorno degli innamorati, sarebbe stata un’esagerazione e avrebbe dato fastidio a tanti. Pure a lui, il festeggiato. Non è mai troppo tardi per cambiare. Il mio nome sul calendario farebbe la sua figura. Immagino la conduttrice dell’Almanacco apparire in tv e annunciare tutta eccitata: “Oggi, 14 febbraio, si celebra il divino Priapo, quello con la prolunga!” Beh, forse non parlerebbe esplicitamente di prolunga. Userebbe un sinonimo meno d’impatto o un lungo giro di parole. Solo il mio nome è corto. E almeno quello, tutto in lunghezza, per esteso, ci andrebbe bello stampato sul rettangolino del calendario accanto alla data del 14 febbraio o anche il giorno successivo. Perché così il giorno prima si festeggia l’innamoramento e il giorno dopo…
A tutti piace. È inutile girarci attorno. Una volta tutti mi omaggiavano. Oggi in pochi si ricordano di me. Solo i più dotati di memoria, quelli culturali, quelli che hanno studiato la storia e la mitologia greca. Perché io sono un mito. Insuperabile nell’estensione dei secoli. Ma ci vorrebbe oggi un nuovo riconoscimento, così la mia fama si riallungherebbe per altri millenni. Io ce la vedrei ancora una festa dedicata a me come ai tempi dell’antica e gloriosa Roma. Immagino la gente in piazza innalzare alti cartelli, intonare gioiosi inni a quello che più mi rappresenta. Chi si scambia più oggigiorno bigliettini con su scritto: “Ti amo. Sei nel mio cuore”. Roba da infarto! Una volta, almeno, ti sforzavi. Stavi giornate intere a scrivere, fondendoti con la persona amata, alla ricerca delle parole giuste, ispirate, personali, uniche. Ora è tutto facile. Hai tutto impiattato. Vai su Google, digiti “amore”, e ti esce un numero infinito di frasi fatte, citazioni, belle parole che farebbero innamorare chiunque: “Minchia che sei bravo: un poeta! In quale sito sei andato? Dammi il link che ti rispondo”. È bellissimo! Internet ti toglie la parola dalla bocca. Per la mia festa vorrei che innamorati e amanti si regalassero solo statuette con le mie fattezze per ricordarsi, che il sentimento dell’amore è importantissimo, ma lo sono anche i gesti e l’atto dell’amore. Senza, sarebbe stato davvero dura per la specie. Dura ad andare avanti, dico.
Ora si fa protetto. Ed è giusto di fronte a terribili malattie. Ci si ama al sicuro, eroicamente, fottendo i virus che, invidiosi di cotanto piacere, ci vorrebbero tutti morti nell’adempimento del nostro dovere. E i figli? Non si fanno più figli. Senza figli, si andrà all’estinzione della specie. E chi lo farà l’amore sulla terra? I virus? Una volta, senza televisione, senza giornaletti, senza cellulari con collegamento internet, senza i video su WhatsApp, un uomo e una donna avevano il passatempo e i figli si facevano a ciclo continuo. Ma ora? Sensibilizziamo la gente ad amare, ad amarsi e a riprodursi. I figli sono la vita oltre che il frutto dell’amore. Inseriamo una ricorrenza dedicata proprio a questo nella costituzione di ogni Stato. Quel giorno usciamo anche ignudi, senza vergogna, ma profumati e puliti. Parteciperò pure io, da redivivo. Mi dovrete aspettare, però. Non sarò puntuale. Avrò i miei ingombri da pulire. San Valentino capirà e chiuderà un occhio. Meglio due, così non si spaventerà.
Raimondo Moncada
sabato 13 febbraio 2016
San Valentino secondo la mantide religiosa
Ti prego in ginocchio e a mani
giunte, amore mio, di non portarmi rancore per quello che accadrà!
Tutti si muore, scampo non ce n’è
per nessuno, ma vedi che ne conosco assai che potendo scegliere si scannerebbero
tra di loro per andarsene a quel modo.
mercoledì 3 febbraio 2016
San Valentino secondo Claretta Petacci
A testa in giù è difficile, i pensieri sono precipitati verso il basso in direzione opposta al cuore. Se non fosse per la polvere, potrei vedere i colombi, qualcuno avrebbe persino il coraggio di posarsi lungo la trave, io potrei vederlo volare alla rovescia.
Iscriviti a:
Post (Atom)





