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sabato 31 maggio 2014

Ministorie di ordinario abbandono

Una delle caratteristiche dell’uomo è disfarsi come meglio crede delle cose di cui non ha più bisogno. Ci sono volte in cui oggetti più o meno grandi prendono troppo spazio, ormai diventati inutili e, a casa, si sa, ci sia sempre bisogno di spazio, o di rinnovare l’arredamento. Altro motivo di cambiamento è provocato dalla rovina nella quale è caduto l’oggetto. Esso è dunque costretto al licenziamento anticipato e ad anni di pensione davvero miseri, se proprio gli finisce male.
D’altro canto, l’uomo non sapendo a chi rivolgersi e spinto dall'innata fretta che tende a deresponsabilizzare ogni minimo gesto improprio e alimen-tato dall'ignoranza, così agisce.

venerdì 30 maggio 2014

Murder Ballads: Song of Joy

Una notte, mentre il vento parlava con la voce dei morti, alzando fantasmi di foglie e nubi di neve, un uomo bussò alla mia baita. Lo vidi nel vano nero della notte mentre il filo di luna rendeva grigi i suoi occhi e il suo viso. Mi raccontò dei suoi giorni passati, del suo tempo felice, della sua donna, Joy.  Mi parlò del suo paradiso perduto, dell’allegrezza che mancò troppo presto nella loro casa di sposi e della tristezza che la donna riversò nelle vene delle loro tre figlie.  Mi raccontò di quella immensa amarezza. Né risa né voci di bimbi né grida giocose per casa. Il silenzio immoto riempiva ogni vano e ogni giorno. Perfino l’aria, diceva, era pregna di un’insana mestizia, lui l’avvertiva: “era il presagio di un giorno peggiore”. 

giovedì 29 maggio 2014

Erano le sei e mezza

Che è successo? Chiede la signora del primo piano a quella del terzo piano.

Mah, non lo so, verso le sei e mezza ho sentito buttare voci, poi silenzio e ora tutta questa gente che corre ma non so dove vanno, acchianano verso supra! Talè!! C'è 'a polizia, miiii puru 'ambulanza! E chi fuuuu? Santata Rusulia, succiriu quacchi cosa rossa!!!

Intanto la signora del primo piano e quella de terzo vedono scendere accompagnata da uno sbirro la signora Lucia, quella del quinto piano che non si sente mai, che non butta la spazzatura dal balcone ma la mette nel cassonetto, una cosa assurda! 


mercoledì 28 maggio 2014

Un mare di bambini

Mi ritrovo inconsapevole davanti a questo quadro. E' inspiegabile per la bellezza, il colore, direi il naturalismo, ma posso sbagliarmi. Lo verificherò. E' una collettiva di autori siciliani. Pensavo a Pietro Novelli scegliendola, mi aspettavo una novità, una scoperta, dentro la locandina lessi una promessa. E seppure avessi voluto coinvolgere qualcuno so che non lo farò. Amo troppo rimuginare da sola, trovare quel bagliore, quei bagliori che possano, improvvisi, illuminarmi e di cui mi farò compagnia per tanto tempo dopo.

martedì 27 maggio 2014

Letteratura low cost: La vera storia di Cappuccetto Rosso


Cappuccetto Rosso, diciamocelo chiaramente, non sopportava di essere chiamata così.
Il suo vero nome era Rosa, ma nemmeno quello le piaceva: le compagne del tiro a segno, che lo sapevano infatti, le avevano dato il nomignolo di “Bambina Terribile”.
Sua mamma non era a conoscenza del fatto che lei andasse al poligono di tiro e che centrava sempre il bersaglio e che il suo istruttore l’aveva iscritta a delle gare, per cui ogni volta Bambina Terribile, per lei, doveva inventarsi  delle storie: andare a trovare la nonna, fare delle passeggiate nel bosco, raccogliere fiori … e cose di questo genere: eh si!, perché la madre era un po’ boccalona e credeva a tutto quello che le raccontava Cappuccetto Rosso.

lunedì 26 maggio 2014

Letteratura low cost: Il passero festaiolo

Si svolge sempre negli stessi giorni, in estate, a Bagheria. La solennità del Santo Patrono è davvero una festa. San Giuseppe è il 19 Marzo ma i festeggiamenti si svolgono ad Agosto per dare la possibilità a tutti gli emigrati di esserci. Lungo il viale si snodano bancarelle di leccornie e tavoli pieni di minchiatelle da vendere. Quella sera siamo scesi presto da casa, io e mia cugina Carmela volevamo farci un giro. Avevamo comprato vestiti e scarpe nuove per l'occasione.

venerdì 23 maggio 2014

Scusami Giovanni


Scusami Giovanni, ma non sapevo ancora fosse colpa tua. 

Io ce l’avevo con chi mi rovinava il fine settimana, la pizza con gli amici e m’impediva di comprare le scarpe viste la settimana prima. Le avevo sognate per sette giorni interi. Non le avrei avute più, ma non sapevo fosse colpa tua. 
Credevo fossero i soliti lavori ad inizio estate e io e mio marito ce la prendevamo con gli amministratori comunali, capaci, come al solito, di fare le identiche cazzate, del tipo sfossare un’autostrada a fine maggio. 


giovedì 22 maggio 2014

Letteratura Low Cost: Cioccolata Amara


Quando Tita venne al mondo pelavano cipolle. Le lacrime furono tante che anche le acque che la contenevano si ingrossarono e proruppero imperiose sullo stesso tavolo della cucina ove erano intente a cucinare. Quando seccarono raccolsero tre sacchi di sale, sufficienti alla cucina per cinque mesi.
Il destino sembrava segnato. Tita avrebbe cucinato tutta la vita e pianto di fronte alle cipolle, ma soprattutto avrebbe accudito la madre, Donna Elena, fino alla morte come tradizione e compito dell'ultimogenita.

martedì 20 maggio 2014

Cosa vuoi fare da grande? - Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio

Lattine edite: Cosa vuoi fare da grande

"In terza elementare il piccolo Guido Pennisi non se la passava troppo bene. Orfano di madre, era un bambino taciturno che portava i capelli rifilati con la tazza e si lavava di rado. Nessuno sapeva che mestiere facesse il padre, e lo stesso Guido aveva al riguardo un’idea alquanto nebulosa.
Da grande voleva fare il pirata e nel frattempo collezionava brutti voti e punizioni. Aveva già steso tutti i bulletti del quartiere e arrivava sempre tardi a scuola, con una faccia da condannato a morte che a vederlo ti si stringeva il cuore.
Quando fendeva il cortile con la sua tracolla squinternata e gli occhi bassi a fissare le piastrelle impeciate dalle gomme americane, gli altri ragazzini facevano ala senza fiatare e il silenzio svolazzava fino all’ufficio della direttrice, all’ultimo piano, come un segnale d’allarme. Si diceva che una volta aveva infilzato una maestra con la Bic, e che questa non lo aveva denunciato per paura. In realtà Guido se n’era pentito all’istante, non c’è gusto a picchiare le maestre.
Il suo unico amico si chiamava Gianni Serra, e risiedeva con Guido nella repubblica indipendente dell’ultimo banco, la Tortuga dei bambini perduti."
(Cosa vuoi fare da grande, Del Vecchio editore)

lunedì 19 maggio 2014

Letteratura low cost: Il cognome della Rosa


-Sganasciato! - esclamò Guglielmo con freddo piglio da CSI dopo aver esaminato l'ennesimo corpo di una vittima degli assassinii del monastero. -Sganasciato! -ripeteva analizzando i cadaveri con ogni genere di artefatto tecnologico messogli a disposizione da M (monaco capo francescano). Tra questi un paio di lenti di rifrazione bioculari, che turbavano alquanto l'ingenuo novizio Adso. Perciò ogni tanto si faceva un giretto per prendere una boccata d'aria e aveva conosciuto Salvatore, che parlava una lingua incomprensibile che era la somma di tutte le lingue (una sorta di indoeuropeo dell'esperanto). E poi aveva anche conosciuto lei, di cui ignorava il nome, ma che pensava avesse la faccia da Rosa, sebbene colto dal fremito del turbamento carnale non riuscisse ad appiopparle un cognome. 

sabato 17 maggio 2014

La battaglia di Farsàlo



Farsàlo, 9 agosto 48 a.C. 

E' arrivato il giorno che fisserà per sempre la sorte degli eventi umani e la Fortuna non manca di rivelare a Pompeo, con segni diversi, le sciagure imminenti.
“ O Cesare, quali divinità del male ed Eumenidi invocasti per tanto favore?”
La lotta finale è ingaggiata, cozzano empiamente fra loro le armi di Pompeo e di Cesare. 
Colpiti di fronte dai raggi di Febo, le lame delle armi dei soldati di Pompeo cospargono di bagliori i colli: l’ala di sinistra è comandata da Lentulo, quella di destra da Domizio, al centro Scipione (in Libia comandante supremo, qui gregario), lungo il fiume Enipeo vi è la coorte dei montanari della Cappadocia, nella pianura i porporati soggetti al ferro latino.
Cesare punta tutto sull’ ultimo azzardo.

giovedì 15 maggio 2014

Murder ballads: Song of Joy

Pentirsi dei gesti compiuti è difficile, soprattutto se mentre lo fai i passi sono rivolti verso la morte. Non puoi sfuggire alla follia: è una spirale che ti avvinghia e ti trascina sempre più giù. È stata proprio la follia a permettermi di uccidere la mia famiglia. 
La luce del sole mi acceca per un attimo, dopo riesco a vedere di nuovo: davanti a me ci sono solo i soldati che hanno l'ordine di giustiziarmi. La morte dell'assassino degli innocenti, così mi hanno chiamato per tutti i delitti commessi, sarà la vendetta di tante famiglie. 

Letteratura low cost: Anna dei binari

Ero il macchinista del treno Mosca-Kursk sotto il quale, incidentalmente come si disse, o per disperazione come forse fu, cadde un povero operaio moscovita. Forte fu la mia emozione per quella maledetta complicazione a cui assistettero centinaia di  passeggeri e persone. E tra esse anche quella bella signora, riccamente abbigliata, riscaldata da stola di volpe. Seppi poi, dalle vicende successive e dai soliti bene informati che stazionavano sul luogo in cerca di un misero copeco di carità e che incontrai nella bettola  fungente da bar dove mi ero rifugiato per obnubilare i ricordi di quella tragica giornata, che la giovane signora intravista fortemente scossa dall'incidente, era la moglie del funzionario zarista Alekseij Karenin, non certo uomo gioviale ma marito intransigente e privo di minima traccia di bonomìa. Ella, dalla sua Pietroburgo, giungeva a Mosca per confortare la cognata Dolly dalle tresche del marito Stiva e convincerla a sopportare ogni percorso deviato del coniuge.

martedì 13 maggio 2014

Letteratura low cost: Scampagnata al faro


Sì, certo, se domani sarà bello – disse la signora Ramsey -, ma ti dovrai alzare al canto del gallo. Il figlioletto si sarebbe incazzato - è una vita che fate promesse e piuttosto mi portate a guardare lampioni, domani facciamo la gita al faro, poco importa ci dovesse essere tempesta (era sempre stato Lord Ramsey ad addurre motivi di impedimento: c'è troppo freddo, lasciamo perdere che pioviggina, il mare non mi sembra proprio una tavola, mi fa male il pancino, mi cola il naso).

lunedì 12 maggio 2014

Nella stagione dei fichindia

Roman Polanski - Una pura formalità
Erica confidò all’amica: «Oggi, forse, farò l’amore con Ettore.»
Ettore disse all’amico: «Oggi mi scoperò la stronzetta che ho pescato in rete.»
Lei disse: «Chissà che tipo sarà? – poi, ridendo con ironia - Magari mi porterà anche un mazzo di rose.»
Lui mostrò all’amico, con lo sguardo ammiccante, un paio di manette e altri gingilli comprati al sex shop.»
Lei sospirando e con aria inebriata, aggiunse: «Spero mi porti fuori città, in un posto romantico, vorrei possedesse una villetta che si affaccia sul mare.»
Ettore chiese all’amico le chiavi dello scantinato.
Implicita la promessa di restituirle in serata.

sabato 10 maggio 2014

Letteratura Low Cost: Il Don Chisciotte Rinsavito e il Ronzinante Parlante

Don Chisciotte recatosi nella Regione della Mancha, arida distesa all'interno della Catologna, chiamata così perchè Terra senz'acqua - da cui il nome arabo deriva, in groppa al suo fido Ronzinante, cavallo parlante e destriero di grandi capacità oratorie, si trovò di fronte degli alti figuri che sbarravano il passo. Spronò il cavallo, che, reggendosi sulle magre masse che congiungevano gli zoccoli alla falcata, rispose male e senza slancio, ancor di più alla vista dei Mulini verso cui il Cavaliere lo incitava. Sbuffò, nitrì, non riuscì a fermare la folle corsa nell'intento del Cavaliere, piantò le zampe anteriori a mo' di freno a mano e lo catapultò oltre redarguendolo: - Mio Cavaliere, mi dispiace per la caduta e la capocciata, ma siete proprio un ciuccio di coccio, ma è una storia che sto a di':  davanti a te non ci sono Giganti, ma Mulini, Mu-li-ni!  Mulini a vento!
Te capì?!

venerdì 9 maggio 2014

Letteratura low cost: Imbroglio e Vitalizio


È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo bisognoso di un'ampia fortuna debba accaparrarsi una facoltosa moglie.


Quando vidi le quattro sorelle Bennet per la prima volta, lì tutte in fila davanti a me, mi parvero altrettante pollastrelle pronte per la spennatura. Ingenue e felici, aperte al mondo come solo delle damigelle di campagna potevano essere: un affare, manco pi' fallu.

giovedì 8 maggio 2014

La casa infestata

Erano le dieci di mattina quando mi svegliai per andare a trovare la zia, una bella giornata: il cielo azzurro, il prato verde, gli uccelli che cantavano. Man mano che andavo avanti verso casa di mia zia i prati e gli alberi rinsecchivano, il cielo diventava grigio e sentivo una strana puzza di zolfo.

Arrivai alla casa, i corvi appoggiati al tetto gracchiarono; bussai e all'improvviso mia zia aprì. Entrai e tutto era diverso da casa mia, niente colori, niente foto, niente fiori; mi mostrò tutte le stanze, persino la soffitta e lì la puzza di zolfo aumentò facendomi venire la nausea; uscii immediatamente in balcone e vidi una stradina che portava  ad una casetta dove mi parve di vedere una tomba. 

mercoledì 7 maggio 2014

Murder ballads: Cruel Sister

Mia madre mi partorì nera d’occhi e di capelli in una terra di biondi e di rossi. Il mio destino non poteva che essere segnato. Nacque poi lei, bianca come un cigno - così dicevano. Il suo aspetto era la forma tangibile della sua nobiltà d’animo e di cuore - così dicevano. A me paragonavano il carbone, il minerale del diavolo. Non potevo certo deludere le loro aspettative.
Venne da lontano un cavaliere e quando mi donò un guanto e un anello, seppi che il mio aspetto non mi avrebbe negato l’amore: il secondo guanto me l’avrebbe dato il giorno delle nozze. Per una volta mia sorella passava in secondo piano, dopo che per anni avevo visto i corteggiatori chiedere solo la sua mano. Se qualcuno mi avesse guardata, avrebbe visto che in quel periodo la mia pelle prendeva un altro colore, era diventata luminosa quasi quanto la sua. Piena di gioia un giorno passeggiavo per i giardini del castello quando li vidi presso un cespuglio: gli occhi di lui la imploravano mentre cercava di trattenerla, dicendo che nonostante la promessa di matrimonio fatta a me era solo la sorella bionda quella che lui amava.

martedì 6 maggio 2014

Buongiorno, amore!

Maria ha settant'anni. La sua mente è lucida, i suoi occhi aperti, la vista oscurata.
Ti va di farmi compagnia? è la prima cosa che mi chiede senza guardarmi, senza sorridermi.
Conosce "L'arte di ottenere ragione", ha insegnato filosofia. Conosce stratagemmi validi per annientarmi dialetticamente e vincere ogni disputa.
Accetto. Ci facciamo compagnia.
Mi racconta del suo grande amore e mi confida che non si tratta di suo marito. Resto basita; lei ha l'espressione di chi sta per confidarmi il segreto della formula chimica della coca cola.

lunedì 5 maggio 2014

Letteratura low cost: Papì Godiot

-Un milione di euro?!

- Euro più, euro meno. E' quanto prelevato dai tre conti correnti, di cui uno, con pochi spiccioli, cointestato a voi figlie, Anastasia e Delfina, giusto?

 Sì, Anastasia sono io e lei è mia sorella. Io, però, continuo a non crederci... Non ho parole. E' incredibile! E tu che dicevi che dovevamo lasciarlo vivere, che doveva avere la sua privacy....

-Ah, adesso la colpa sarebbe mia! Tu sai bene perché abbiamo deciso che vivesse in quella pensione, invece di andarci due volte a settimana...

-Senti Delfina, il problema è che adesso... non sappiamo neanche dove sia! 

sabato 3 maggio 2014

Letteratura low cost: Tanti saluti da Eboli, tuo amato Cristo

A Gagliano c’ero andato per una vacanza-lavoro. 
In cerca di un paesaggio per i mei quadri, avevo calcolato di soggiornarvi per tre anni interi. Lo avevo scelto ritenendolo adattissimo, eccellente fonte per l’ispirazione.
Chi vi abbia raccontato dell’argilla dai toni biancastri, grigi, fino al giallo ittero, ha detto il falso. A fare un giro intero su se stessi si scopre quanto, quella terra, sia tutta una sorpresa.
Essa, tra la crepe inaridite, è tutto un brulicare di germogli.

giovedì 1 maggio 2014

Letteratura Low Cost: Onlinea

“Tieni sempre Itaca a mente:
raggiungerla è il tuo ultimo scopo.
Non affrettare però minimamente il viaggio,
meglio lasciarlo durare molti anni;
attraccare alfine all’isola quando sarai vecchio,
ricco di tutto ciò che avrai raccolto per strada,
senza pretendere che Itaca ti offra altri tesori.”.
K. P. Kavafis



Penny sta preparando la minestra senza alzare gli occhi dalla pentola. -“ Quel perdigiorno di tuo figlio è ancora al lavoro?” Le chiedo. "Si ostina quotidianamente a recarsi in agenzia di viaggio quando potrebbe collegarsi tranquillamente da casa, ma no lui deve incontrare gente, invogliare a viaggiare, mostrare dépliant e foto". Viaggiare? Follia. Io non mi muovo neppure sparato.